Idilio Dell’Era

Dell’Era ha tenuto in alto il modello più vivo e autentico della narrativa toscana dando continuità alla tradizione precedente e mantenendo la fedeltà a certi temi legati alla vita delle campagne e dei piccoli centri, ai quali, prima di lui, Federigo Tozzi aveva amato richiamarsi. A cavallo degli anni Trenta, Dell’Era prestò la sua opera alla storica e prestigiosa rivista fiorentina Il Frontespizio, fondata e a lungo diretta dall’amico Piero Bargellini. Strinse amicizie durature anche con Mario Tobino, Giovanni Papini, Mario Luzi, Giuliotti, Lisi, Betocchi, Fallacara. Sui fogli del suo ricchissimo epistolario, custodito presso la Biblioteca comunale degli Intronati, di Siena, sono tracciate le più belle testimonianze di lode conferite a Dell’Era da grandi personalità culturali. Anche la Francia lo ha apprezzato grazie ad un’insigne docente della Sorbona, Solange De Bressieux, che ne ha mirabilmente tradotti alcuni lavori assieme al plauso del noto poeta Paul Claudel. Idilio Dell’Era (al secolo Mons. Martino Ceccuzzi) è stato l’autore dell’inno del Palio per il quale ricevette dalla città di Siena, nel 1986, il Nastro d’argento. Ma sopra a ogni cosa è stato poeta sublime e autore prolifico: dal 1929 al 1983 scrisse e pubblicò oltre 40 opere letterarie fra poesia, narrativa (romanzi e racconti), saggistica e agiografia.

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