Loris Scricciolo

Loris Scricciolo (1923 - 2004) nasce a Milano dove il padre Emilio, di origini umbre e di professione ferroviere, aveva trasferito la famiglia per esigenze lavorative. A 4 anni il piccolo Loris per incompatibilità con il clima milanese, fu portato dai nonni a Moiano, Città delle Pieve. Ben presto la famiglia si trasferisce a Chiusi Scalo. Frequenta l’Istituto Magistrale ad Arezzo e quindi l’Università di Magistero a Firenze. In questa culla di cultura egli matura la sua formazione; a Firenze diviene allievo di Codignola, frequenta Calamandrei, insieme ad amici e compagni, fra i quali Aldo Ducci – esponente del CLN e poi per decenni Sindaco di Arezzo; Giuseppe Ricci di Cortona; Silvano Zoi. Ciascuno di essi fece parte del Partito d’Azione clandestino e del Movimento Liberal-socialista. A 18 anni è nella Resistenza toscana e partigiano nella Brigata Simar (col. Silvio Marengo) del Monte Pausillo. A Firenze partecipa alle riunioni clandestine del P.d’Azione e a vent’anni fa già parte del Comitato di Liberazione Nazionale. Giovanissimo prende parte alla prima Amministrazione del
Comune di Chiusi presieduta dal Sindaco Romanini e dal Governatore inglese Dawson. Esponente di spicco dell’area autonomista del Partito Socialista Italiano è inizialmente avverso a Nenni, ma quando questi rivedrà le sue posizioni, Loris Scricciolo diventerà un suo seguace entusiasta. Nel 1963 rafforzando il suo legame con Nenni è candidato al Parlamento. Nel periodo del suo mandato parlamentare stringe solida amicizia, oltre che con Nenni, anche con Aldo Moro, che lo propongono
alla nomina di sottosegretario di Stato alle finanze; non entra in carica per lo scioglimento delle Camere nel 1968. Furono Nenni e Moro, a volerlo allo scadere del suo mandato parlamentare alla vicepresidenza del Monte dei Paschi di Siena dove ha operato in settori delicati e difficili ed ha compiuto missioni strategiche per la politica della banca. Rimane alla Vice Presidenza del Monte dei Paschi fino al 1979.
Nel 1996 è insignito dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. Nel 1998 la città di Chiusi gli conferisce la cittadinanza insigne. Iscritto al Partito Socialista dal 1947 gli rimane fedele fino alla fine. Al suo funerale la vecchia bandiera del Partito Socialista lo ha accompagnato fino alla Chiesa, insieme all’amore della famiglia e di quanti gli sono stati amici sinceri come egli meritava.

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