A Siena incontro di LunedìLibri dedicato all’India dell’emarginazione femminile

il 27/01/2009 - Redazione

Mariella Gramaglia, giornalista e studiosa del movimento delle donne, con il suo Indiana (Donzelli  Editore, 2008) è entrata nel cuore della democrazia più complicata del mondo. Se ne discuterà proprio con lei nel corso dell’incontro di LuneDiLibri in programma, ad ingresso libero, il 2 febbraio (ore 18) nel Salone storico della Biblioteca Comunale degli Intronati. Sarà intervistata da Fabio Pianigiani, docente all’università di Siena.

L’impegno dell’autrice - Dall’impegno politico della Gramaglia (è stata parlamentare e assessore al Comune di Roma), sicuramente nasce la scelta di dedicarsi a progetti di solidarietà in un Paese così diverso dal nostro. Lavora in Gujarat con Sewa (Self Employed Women’s Association), l’unico sindacato autonomo di donne che nel mondo conta un milione di iscritte. Un sindacato particolare, senza classe operaia, perché qui non esiste una produzione su grande scala.

Il libro - Indiana si sviluppa come un diario di vita, per raccontare, cercare di capire e farci conoscere i mille aspetti uno dei paesi più complessi del mondo e, come  Mariella Gramaglia scrive, “per guardare meglio il mio paese domani”.

La mostra - La presentazione del volume Indiana sarà preceduta, alle ore 17, dall’apertura della mostra fotografica di Laura Salvinelli. L’allestimento, ospitato nei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico e visitabile, ad ingresso libero, fino a 1° marzo, porta lo stesso titolo del libro e traduce, integrandolo con la forza delle immagini, il lavoro editoriale di Mariella Gramaglia. Un reportage, dove il bianco/nero è utilizzato dalla fotografa “come una farfalla in via di estinzione, una tecnica da difendere per evitare che scompaia”, mettendo ancora più in risalto i cambiamenti nel  mondo del lavoro femminile in India attraverso le immagini delle donne unite e organizzate di Sewa. Laura Salvinelli “non si limita a documentare le donne di Sewa, interroga invece la forza dei loro visi e dei loro sguardi. Nei suoi reportraits, ritratti di distanze e di similitudini, si affida a un dialogo fra pari. Il corpo, fiabescamente femminile, non è mai negato. La dignità è nei gesti. L'autorevolezza negli sguardi lucenti delle leader e delle lavoratrici”.

 

 

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