Alla scoperta di Siena con le Passeggiate d'autore. Nuova edizione da novembre 2017 a febbraio 2018

Siena il 01/10/2017 - Redazione
Le Passeggiate d’autore animeranno Siena da novembre 2017 a febbraio 2018 con percorsi studiati ad hoc alla scoperta della città. Otto itinerari tra letteratura, storia e tradizioni. Per ciascuno protagonisti d’eccezione a fare da guida. Iniziativa a cura dell’Assessorato al Turismo del Comune di Siena. Direttore artistico Luigi Oliveto.
 
Sabato 11 novembre, ore 15
IN CAMMINO CON GIOVANNI BOCCACCIO E CECCO ANGIOLIERI
Partenza: Chiostro di San Cristoforo, via del Moro
Arrivo: Archivio di Stato
MARIA LUISA BIANCHI e LUIGI OLIVETO
Non sono molte le notizie sulla vita di Cecco Angiolieri, nato a Siena intorno al 1260 da Lisa Salimbeni e messer Angioliero, il ricco padre che fu banchiere di papa Gregorio IX. È comunque celebre la sua vivacità intellettuale e non solo. Nel 1282 fu multato per schiamazzi notturni. Si aggirava, non propriamente in silenzio, per le strade della città insieme al suo amico musico Casella «post tertium sonum campane Comunis». A poco deve essere valsa l’ammonizione, se qualche anno dopo venne espulso da Siena. Il documento di espulsione è conservato all’Archivio di Stato, dove tra le molte rarità, troviamo anche il testamento di Giovanni Boccaccio. A Siena Boccaccio tenne delle lecturae Dantis; da Siena partì un inquietante messaggio a lui diretto, recapitatogli da un misterioso frate della Certosa di Maggiano; di ambientazione senese furono tre novelle del Decameron tra le più licenziose, oltre ad una che vede protagonista Cecco Angiolieri.
 
Sabato 18 novembre, ore 15
IN CAMMINO CON VITTORIO ALFIERI
Partenza: Piazzetta Grassi
Arrivo: Piazza del Duomo
Carla Forno e Luigi Oliveto
Vittorio Alfieri ebbe un grande amico senese, Francesco Gori Gandellini, di cui fu ospite a più riprese nel palazzo di via Pantaneto. Durante i suoi soggiorni senesi, l’Alfieri poté conoscere un gruppo di persone il cui ricordo restò per lui indelebile. Scriverà nell’autobiografia: «Perciò passai l’Arno, e mi trovai tosto in Siena. E sempre ho benedetto quel punto in cui capitai, perché in codesta città combinai un crocchietto di sei o sette individui dotati di un senno, giudizio, gusto e cultura, da non credersi in così picciol paese». Di questo gruppo facevano parte, oltre a Francesco Gori Gandellini e a suo fratello Pietro, Mario Bianchi (accademico degli Intronati), l’arciprete Ansano Luti, Teresa Regoli Mocenni (animatrice del più famoso salotto che si ebbe in Siena nel Settecento). Alcune tragedie alfieriane furono edite dalla Stamperia Pazzina e rappresentate al Saloncino, il teatro che si trovava nei locali dell’attuale museo dell’Opera del Duomo. Nel vestibolo della chiesa di san Giovanni della Staffa (Oratorio della contrada del Leocorno) c’è la lapide sepolcrale del Gori Gandellini dettata da Alfieri e fatta intagliare in marmo a sue spese.

Sabato 9 dicembre, ore 15
IN CAMMINO CON “LA SANTA” E GLI ERETICI
Partenza: Piazzetta Grassi
Arrivo: Santa Maria della Scala
Sabina Minardi e Patrizia Turrini
Terra di santi, beati ma anche eretici di tutto rispetto. Del resto anche chi, come Caterina Benincasa, trovò poi posto sugli altari, non può dirsi che non avesse sfiorato, per il suo tempo, gli impervi terreni dell’eterodossia. Altra storia fu quella di Lelio e Fausto Sozzini (o Socini) zio e nipote, nati a Siena nel 1525 e 1539. Le loro facce si guardano, pensose e un po’ sconsolate, in due medaglioni posti sul fianco del palazzo di famiglia (all’inizio di via Follonica) sotto i quali leggiamo che essi «in tempi di feroce dispotismo risvegliarono con nuove dottrine la libertà del pensiero». Mentre sulla facciata principale del medesimo edificio ci si diffonde ancora di più nel ricordare come essi siano stati «contro il soprannaturale vindici della umana ragione» e fondatori «della celebre scuola sociniana precorrendo di tre secoli le dottrine del moderno razionalismo». Raggiunta la Svizzera, Lelio a Ginevra conobbe e frequentò Calvino. A Basilea trovò consonanza di idee con un altro eretico senese, Bernardino Ochino (1487-1564) il cui nome derivava dal fatto di essere nato a Siena nella contrada dell’Oca, anch’esso importante riformatore italiano. Morto Lelio, fu il nipote Fausto a raccoglierne il pensiero teologico, elaborandolo ulteriormente in quella che fu la dottrina del “socianesimo”.
 
Sabato 16 dicembre, ore 15
IN CAMMINO CON PAOLO MASCAGNI E GLI SCIENZIATI DI IERI E DI OGGI
Partenza: Accademia dei Fisiocritici
Arrivo: Santa Chiara Lab
Francesca Vannozzi
Giovanni Paolo Mascagni (Pomarance, 1755 – Chiusdino, 1855) fu un insigne anatomista. Laureato in Medicina nel 1778 all’Università di Siena, divenne nello stesso anno lettore supplente del suo maestro Pietro Tabarrani; nel 1782 fu chiamato a ricoprire la cattedra di Anatomia nell’Ateneo senese. Nel 1798 divenne presidente dell’Accademia dei Fisiocritici. Quando i francesi occuparono la Toscana, Mascagni si schierò apertamente con i giacobini, così che venne arrestato e recluso per sette mesi. Fino a quando, il 22 ottobre 1801, il Re di Etruria ruppe con un motu proprio la detenzione del Mascagni nominandolo professore di anatomia, fisiologia e chimica all’Università di Pisa, obbligandolo a tenere lezioni a Firenze, presso l’Arcispedale di Santa Maria Nuova. A renderlo celebre in tutta Europa furono i suoi studi sui vasi linfatici e le sue tavole anatomiche estremamente innovative perché per la prima volta riportano appunto il sistema linfatico e sono realizzate a grandezza naturale. Tali tavole che l’Ateneo acquistò per i propri studenti sono oggi conservate all’Accademia dei Fisiocritici, istituzione nata nel 1691 allo scopo di «scrutinare ed indagare con giudicio i segreti della natura e quasi come giudici ributtare dalle scienze naturali ciò che è falso per meglio apprendere quello che è vero». La seconda tappa del percorso è il Museo universitario di Strumentaria medica nella settecentesca chiesa della Maddalena, dove sono conservati un antico tavolo settorio e gli strumenti per la dissezione attraverso la quale Mascagni ha compiuto i suoi studi di Anatomia e realizzato le suddette tavole. Ma la storia della scienza a Siena non è solo passato. Studi, ricerche, progetti stanno riscuotendo la massima attenzione su scala internazionale. Talvolta la scienza incrocia la tecnologia, come, ad esempio nel caso dei processi della fabbricazione digitale.
 
Sabato 13 gennaio, ore 15
IN CAMMINO CON GIUSEPPE GARIBALDI
Partenza: Giardini La Lizza, statua di Garibaldi
Arrivo: Piazza del Campo
Giuliano Catoni e Luigi Oliveto
Ricca di incontri, discorsi, avvenimenti fu la visita effettuata a Siena da Giuseppe Garibaldi nell’agosto del 1867 quando, in un’accesa campagna propagandistica per la conquista di Roma, visitò molte città italiane. Prese alloggio presso l’Albergo Aquila Nera (oggi Galleria Odeon, in Banchi di Sopra), tenne un discorso al Teatro della Lizza, posò per il fotografo Lombardi (con studio alla Costarella), in suo onore fu organizzato un banchetto all’Accademia dei Rozzi e anticipato il Palio al giorno 15. Garibaldi assisté alla Carriera dal balcone del Circolo degli Uniti. Vinse la contrada della Lupa (simbolo di Roma) e quella vittoria, in un’ottica garibaldina, fu interpretata di buon auspicio. Il giorno dopo, l’Eroe dei Due Mondi incontrò il fantino Bachicche, trionfatore sul Campo, e, con tanto di dedica, gli regalò una delle foto scattate dal Lombardi (la foto è conservata nel museo della contrada della Lupa).
 
Sabato 20 gennaio, ore 15
IN CAMMINO CON PROVENZANO SALVANI. LA BATTAGLIA DI MONTAPERTI
Partenza: Piazza Tolomei
Arrivo: Porta Pispini
Duccio Balestracci e Ugogiulio Lurini
Qui camminiamo tra storia e mito. A cominciare dalla figura di Provenzano Salvani, l’eroe della battaglia di Montaperti, valoroso militare, arguto politico e diplomatico, dotto uomo di legge; capace di affettuosi slanci, come quando non ebbe alcuna remora ad elemosinare denaro in piazza del Campo per raccogliere i diecimila fiorini d’oro necessari a riscattare la vita dell’amico Mino Pagliaresi, caduto prigioniero nella battaglia di Tagliacozzo. Storia e mito. Tale è la stessa battaglia di Montaperti, che ai Senesi piace rivivere nella concitata cronaca in presa diretta, effettuata il 4 settembre 1260 dall’araldo Cerreto Ceccolini sulla scorta di quanto riusciva a vedere dall’alto della torre Marescotti. Sotto la torre era raccolta una folla in trepidante attesa, molti pregavano in ginocchio. L’araldo «con grande boce» gridava: «e nostri hanno passato l’Arbia e salgono dallo lato del poggio; e nemici salgono dall’altro lato; gridate misericordia; ora sono a le mani co’ nemici, ora sono a le mani; la battaglia è grande da ognuna delle parti; pregate Iddio che dia forza e aiuto al popolo di Siena». È chiaramente un racconto epicizzante, ma ci sarà modo in questa passeggiata di discernere il mito dalla storia.

Sabato 10 febbraio, ore 15
IN CAMMINO CON AMBROGIO LORENZETTI. LA CITTA’ E LA CAMPAGNA NEL BUONGOVERNO
Partenza: Basilica di San Francesco
Arrivo: Palazzo Pubblico
Fabrizio Mezzedimi e Maria Luisa Meoni
Ambrogio Lorenzetti è uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca. Di lui sono notissimi gli affreschi del Buono e del Cattivo Governo, ma poco è conosciuta l’intera sua opera. La mostra allestita presso il Santa Maria della Scala – un vero evento per gli studiosi della materia e per il grande pubblico – ne dà finalmente conto in maniera esaustiva. In questo contesto di ricostruzione dell’intero percorso artistico lorenzettiano, anche gli affreschi del Buongoverno – il più sorprendente racconto per immagini che la pittura civile medievale abbia potuto concepire – si arricchiscono di nuovi significati. Nel nostro caso li osserveremo sotto angolature molto particolari: ‘urbanistica’, sociale, antropologica, di cultura materiale.
 
Sabato 17 febbraio, ore 15
IN CAMMINO CON CARLO CASSOLA
Partenza: Museo contrada di Valdimontone
Arrivo: Palazzo Pubblico, Sala delle Lupe
Riccardo Castellana e Luigi Oliveto
Nell’anno che celebra il centenario della nascita di Carlo Cassola è sembrato significativo rivisitare questo autore, romano di nascita, ma ritenuto toscano per quanto e come abbia narrato luoghi, cose e persone della Toscana. L’autore de “La ragazza di Bube” scelse spesso a protagonisti dei suoi romanzi gli umili, i non-eroi, un mondo provinciale e popolare visto anche nelle componenti storico-civili. Un mondo reale, conosciuto molto bene dallo scrittore per «avervi fatto – lui dirà – le esperienze più importanti della mia vita» e che lo porterà a far coincidere sentimenti e geografie. Talvolta nelle sue pagine si intravede anche Siena. Sulla città troviamo inoltre interessanti articoli scritti dal Cassola giornalista, come l’ampio e documentato saggio pubblicato sulla rivista «Comunità» o gli articoli dedicati al Palio quale inviato speciale de «La Nazione del Popolo» nel luglio 1946. Da estimatore di Federigo Tozzi, produsse pure scritti di notevole interesse a tema tozziano. Incontreremo, dunque, un Cassola in terra toscana, riscoprendo il fascino della sua scrittura e dei piccoli universi da lui raccontati.
 
Informazioni - Le “Passeggiate d’autore” sono a partecipazione gratuita (gradita prenotazione). A disposizione per i partecipanti (su richiesta al costo di 1,00 € e fino ad esaurimento) dispositivi audio per seguire le visite forniti da FOLLOW ME. I luoghi della città sono raccontati da guide autorizzate delle associazioni cittadine. Info e prenotazioni: tel. 0577 391787 | redazione@toscanalibri.it | Scopri Siena su www.enjoysiena.it


 

 
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