Duccio Balestracci a Palazzo Corboli per raccontare la storia della battaglia di Montaperti

Asciano il 11/07/2017 - Redazione
Montaperti e Asciano, l’Arbia «colorata di rosso», i guelfi e i ghibellini, le cronache di una battaglia che ha finito per segnare la storia d’Italia e quella di due storiche città rivali, Siena e Firenze. Ma quali sono le verità storiche oltre al mito reso immortale dai versi di Dante Alighieri? Furono veramente eroiche le gesta degli uomini guidati da Provenzano Salvani e fu tradimento quello che si consumò tra le fila fiorentine? Ne parlerà Duccio Balestracci, docente di storia medievale all’Università di Siena, autore di “La battaglia di Montaperti” (Laterza) che presenterà ad Asciano giovedì 13 luglio (ore 18.00, Museo civico archeologico e d’arte sacra Palazzo Corboli). Con l’autore anche il sindaco di Asciano, Paolo Bonari, il presidente della Pro Loco di Asciano, Luca Barbi, lo storico Giovanni Mazzini e l’archeologo Francesco Brogi. Modera il giornalista Michele Taddei. L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri all’interno della mostra dedicata a “Domenico Di Bartolo - Cronache di Misericordia", in corso a Palazzo Corboli fino all’11 agosto.

Il volume - Due città rivali, Siena e Firenze. Due fazioni in lotta, guelfi e ghibellini. Due poteri che si scontrano, Impero e Chiesa. Tutti questi conflitti convergono il 4 settembre 1260 a Montaperti per dare vita a una battaglia che sembrò segnare una svolta nella storia d’Italia. Lo scontro fu durissimo. La sera sul campo rimasero così tanti cadaveri di uomini e cavalli che il sangue, come scrive Dante, «fece l’Arbia colorata in rosso». Verso Siena si incamminavano le migliaia di prigionieri che erano tutto ciò che restava dell’imponente esercito messo insieme da Firenze e dalle sue alleate, sconfitto dai ghibellini e dai cavalieri di Manfredi. Per uno dei paradossi della storia, la vittoria dei senesi e degli svevi ebbe esiti opposti rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare all’indomani della battaglia. Il trionfo ghibellino, infatti, rafforzò la scelta anti-sveva dei papi. Una vittoria, quindi, che si trasformò rapidamente nell’inizio della crisi del ghibellinismo e della svolta che riportò i papi e i guelfi nuovamente al centro della vita politica italiana.

L’autore. Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le sue più recenti pubblicazioni, "Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento" (Il Mulino 2015). Ricordiamo poi "La festa in armi" (2003), "Le armi, i cavalli, l'oro" (2009), "Terre ignote strana gente" (2015), "La battaglia di Montaperti" (2017).

 
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