In social stat virtus. La storia di una pandemia in real time raccontata da Marco Marangio

Siena il 13/01/2021 - Redazione
Da #iorestoacasa alle conferenze stampa di Giuseppe Conte in diretta Facebook, fino a #ScanziLive, un'analisi su come il lockdown di marzo 2020 ha cambiato per sempre il nostro modo di comunicare sui social. Si tratta di “In social stat virtus. Storia di una pandemia in real time” (Delos Digital), saggio del giornalista Marco Marangio che analizza il ruolo giocato dai “new media” durante l’emergenza pandemica italiana dettata dal Covid-19.

Il saggio - Obiettivo dello studio è la dimostrazione di quanto la comunicazione online abbia rivoluzionato il mondo dell’informazione, portando soprattutto le Istituzioni governative ad adeguarsi nell’approccio mediatico con i cittadini avviando un processo di digitalizzazione ormai irreversibile. Nell’analizzare tale contesto, il saggio ripercorre cronologicamente i momenti più salienti dell’emergenza Coronavirus: dalla fine di febbraio 2020, sino alla chiusura degli “Stati generali” avutisi nel mese di giugno. Il corpus del testo è strutturato in tre “fasi”, che idealmente richiamano le reali Fasi che hanno scandito l’allerta pandemica.

Fase 1 - Anarchia narrativa: analisi del primo periodo (gennaio\febbraio 2020) nel quale il Coronavirus ha fatto irruzione nel panorama informativo nazionale, generando quello che si è poi manifestato come fenomeno infodemico. Una osservazione, di tipo qualitativo, è rivolta all’impatto iniziale che le fake news hanno avuto sui social e di rimando sull’informazione;
Fase 2– Narrazione istituzionale: analisi del periodo immediatamente precedente al proverbiale lockdown sino a giugno 2020. L’analisi evidenzia il ruolo delle istituzioni nella gestione della comunicazione ufficiale circa il Covid-19. Particolare attenzione è data alla presenza social del premier Giuseppe Conte: una analisi accurata spiega il motivo per cui la pagina Facebook del presidente del Consiglio sia cresciuta in breve tempo;
Fase 3 – Narrazione collettiva: L’ultima parte del saggio è dedicata alla narrazione che i cittadini hanno contribuito a “scrivere” sui social, durante il lockdown. Particolare attenzione è data all’hashtag #iorestoacasa, esempio di come la collettività italiana abbia cercato di “fare rete” nonostante la distanza. Una accurata analisi è dedicata al giornalista Andrea Scanzi, personaggio pubblico che ha dato un contributo alla narrazione collettiva con il fenomeno social #ScanziLive. 

Le conclusioni del saggio, infine, riflettono sui ruoli degli old e dei new media e su come questi ultimi abbiano influito considerevolmente sulla comunicazione durante l’emergenza pandemica. In ultimo, ci si chiede quanto e come i social rivoluzioneranno non solo l’informazione, ma soprattutto il ruolo dei media nella vita dei cittadini con esempi verificatisi nel post lockdown, quali il caso di Silvia Romano e l’omicidio di George Floyd.

L’autore - Marco Marangio nasce in provincia di Brindisi il 10 maggio 1985. Durante i suoi studi universitari coltiva la passione per la scrittura, dapprima come giornalista collaborando con diverse testate locali del Salento, in seguito come autore della sua prima silloge di poesie Percorsi di Gruppo Albatros. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università del Salento, si trasferisce a Siena dove approfondisce gli studi specializzandosi in Strategie e tecniche della comunicazione con una tesi sul linguaggio politico e mediatico utilizzato da Matteo Renzi per il referendum costituzionale del 2016. In seguito, collabora con il Dipartimento di Scienze Sociali Politiche e Cognitive dell'Università degli Studi di Siena ad uno studio di ricerca politica e sociologica sulle ultime elezioni politiche italiane (4 marzo 2018).  Frutto di questo studio e della sua tesi specialistica sarà il saggio Matteo Renzi: la parola sono io di Effigi Editore presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Roma: Più libri più liberi. Tornato in Puglia, collabora come esperto di comunicazione con diverse Web Agency del territorio. L'emergenza pandemica da Covid-19 lo porta ad osservare l'evoluzione comunicativa social e digital cui tuttora assistiamo. Attualmente è docente universitario di Linguistica Italiana a Foggia, dove risiede.
 
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