L’eredità di Berlinguer. Nel saggio di Cressati e Siliani il ritratto inedito del leader del PCI

Firenze il 09/12/2016 - Redazione
Un saggio sulla vita politica dello storico leader del PCI con l’obiettivo di aprire un dibattito sull’attualità del pensiero berlingueriano. È “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Maschietto Editore), scritto dai giornalisti Susanna Cressati e Simone Siliani che, in quindici capitoli, alternano testi di analisi e approfondimento ad interviste con alcuni tra i più importanti esponenti della vita politica e culturale italiana. Oggetto di riflessione i temi lasciati in eredità da Berlinguer: la questione morale, la pace mondiale, l’austerità, la democrazia come valore universale. La postfazione “Come Garibaldi” è di Maurizio Maggiani. Disegno di copertina di Sergio Staino.
 
Il saggio - Al tempo dei social network e del giogo massmediatico, del dissolvimento delle ideologie politiche e della distanza siderale tra classe dirigente e popolo, il ricordo di Enrico Berlinguer torna ad imporsi come timone nel costante veleggiare verso la democrazia. Figura complessa, tanto amata quanto criticata all’interno della sinistra italiana, lo storico segretario del PCI è ancora una volta al centro di una riflessione che coinvolge in modo trasversale uomini e donne del nostro tempo per giungere a nuovi approdi a livello nazionale ed europeo. Attraverso contributi e interviste a personalità della vita politica e culturale italiana – da Gianni Cuperlo a Pietro Folena, da Maurizio Landini, Ferdinando Adornato, Enrico Rossi, Nadia Urbinati a Vannino Chiti, Wlodek Goldkorn, Francesca Chiavacci e molti altri - si torna a ragionare sull’attualità di temi come la questione morale, l’austerità, i modelli di consumo, giustizia, equità globale, la centralità del lavoro e altre intuizioni politiche, “pensieri lunghi” dello statista italiano che, mutatis mutandis, potrebbero trovare terreno fertile ancora oggi. Tribune politiche, scene di piazza, il caso Moro, i rapporti con il partito socialista… uno dopo l’altro riemergono spaccati di vita politica, punti di forza, criticità e persino inediti disegni europeisti che rivelano la modernità delle istanze del leader comunista. Il riferimento è innanzitutto al motivo sotteso all’incontro, mai avvenuto, a Cortona con l’allora segretario del Partito socialista francese François Mitterand.  Rivela lo scrittore Tito Barbini che Berlinguer avrebbe voluto redigere una “sorta di manifesto comune con la sinistra europea socialdemocratica per lanciare un socialismo europeo, democratico” che chiudesse quella fase dell’Eurocomunismo che lui stesso, anni prima, aveva inaugurato con Marchais e Carrillo. Una proposta profetica che anticipò la caduta del muro di Berlino e la fine del comunismo storico. I due autori danno il via ad un’indagine che supera da subito i prefissati limiti geografici, valica i confini della Toscana e raggiunge voci, fedi, culture che più di un territorio hanno in comune un approccio e un medesimo desiderio di rinnovamento.
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