Lucia Bruni alla Biblioteca delle Oblate con “Le pianelle di Masaccio”

Firenze il 14/04/2017 - Redazione
Dopo “Il segreto di Raffaello”, “Pontormo e l’acqua udorosa” e “Benvenuto Cellini e il ricciolo indiscreto”, un altro libro prosegue la serie dei gialli della scrittrice fiorentina Lucia Bruni che ruotano intorno a un capolavoro artistico, tutti ambientati nella Toscana dell’Ottocento, con dialoghi in vernacolo. Si tratta di “Le pianelle di Masaccio” (Dario Flaccovio Editore) che verrà presentato martedì 18 aprile alle ore 16.30 a Firenze, nella Sala storica della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo, 24). La presentazione ha il patrocinio del Comune di Firenze e la collaborazione dell’Accademia della Crusca. Con l’autrice intervengono Elisabetta Benucci, responsabile archivio storico dell’Accademia della Crusca; Elisabetta De Troja, dell’Università di Firenze; e Luciano Artusi, scrittore. Ingresso libero.
 
Il romanzo - A Querciaio, piccolo paese nella campagna fiorentina, è uno dei periodi più intensi e faticosi dell’anno, quello della raccolta del grano. Siamo nel 1899 e mentre in Toscana si fatica nei campi in un giugno operoso – allietato solo da una compagnia teatrale che diverte con i propri spettacoli – la scomparsa di Tosca, dama di compagnia di una marchesa, mette il paesino in allarme. E soprattutto inquieta Esterrina, contadina con un fiuto da segugio, amica della ragazza sparita. La giovane “investigatrice”, impegnata nei campi e a svolgere altri servizi, è ostacolata dai propri familiari nel progetto di ritrovare Tosca. Ma grazie a una grande astuzia e a qualche innocente bugia, Esterrina s’imbatte in alcune stranezze e scova indizi che sembrano legare il “giallo” a un’opera di Masaccio. Così, sfuggendo a ogni controllo e prestando orecchio alle chiacchiere dei compaesani, la contadina metterà insieme i pezzi del puzzle, fino alla soluzione del caso.
 
L’autrice - Lucia Bruni, nata a Quinto Fiorentino, è storica dell’arte e giornalista. Con Dario Flaccovio ha pubblicato i gialli “Il segreto di Raffaello” (2008), “Pontormo e l’acqua udorosa” (2010) e “Benvenuto Cellini e il ricciolo indiscreto” (2013). Nel 1991 è tra i dieci finalisti del concorso per l’opera diaristica promosso da Tuttolibri de La Stampa di Torino. Fa parte dell’Archivio delle scrittrici toscane ordinato presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Firenze. Per l’approfondita ricerca linguistica e l’attenzione al costume e alle tradizioni toscane, i suoi libri si trovano presso la Biblioteca dell’Accademia della Crusca.
 
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