Nessuno sa di lui. Il ghetto ebraico al tempo del Granducato nel libro di Ippolita Morgese, ospite di Fenysua

Firenze il 21/01/2019 - Redazione
Giovedì 24 gennaio, alle 17.30, la Scuola Fenysia di Firenze (Palazzo Pucci, via de' Pucci 4) presenta il libro "Nessuno sa di lui"  di Ippolita Morgese (Le Lettere)  con Amedeo Spagnoletto rabbino  capo della Comunità Ebraica  di Firenze e Maria Cristina Carratù giornalista  la Repubblica. Sarà presente l'autrice.

Il libro - Firenze 1567. La politica di accoglienza di Cosimo I verso gli ebrei muta all'improvviso. Per ottenere il titolo di Granduca, osteggiato dalle maggiori potenze europee, cede alle pressioni di papa Pio V, disposto ad appoggiare la sua richiesta in cambio della fondazione del ghetto. I primi gesti di conformità religiosa attuati da Cosimo sono la richiesta agli ebrei di indossare il segno sui propri abiti e una campagna contro i banchieri ebrei. A operare dietro le quinte, firmando e producendo rapporti, inchieste, richieste e memoriali, è uno dei membri del Magistrato Supremo, l'organo giudiziario per eccellenza dello Stato Mediceo: Carlo Pitti. Chi è Carlo Pitti? Grazie al ritrovamento del suo Archivio privato, Ippolita Morgese, archivista e paleografa, ricostruisce il processo storico che ha portato all'istituzione del ghetto ebraico di Firenze (1571) e compone un ritratto fino a oggi sconosciuto sul ruolo determinante e decisivo di un personaggio chiave nel sistema di potere della Firenze al tempo dei Medici. E' lui a investigare sui banchieri ebrei che operano in Toscana, a ordinare il censimento degli ebrei che vivono nello Stato mediceo, a stilare la bozza del decreto di espulsione degli ebrei. I suoi dossier porteranno Cosimo I a compiere il verdetto definitivo: la chiusura dei banchi ebraici, l弾spulsione degli israeliti, l'istituzione del ghetto.
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