Palestina, nel libro di Lia Viola Catalano il sogno di pace di Habibi

Roma il 12/06/2017 - Redazione
Habibi è un ragazzo palestinese cresciuto nell’odio verso Israele, colpevole di aver massacrato la sua famiglia e sottomesso il suo popolo. Ma col tempo le ferite possono rimarginarsi, e i propositi di vendetta possono sfumare lasciando spazio a un grande sogno di pace. È questa la storia narrata da Lia Viola Catalano ne “La lunga tregua” (Mauro Pagliai Editore), il suo nuovo romanzo che sarà presentato martedì 13 giugno alle 18.00 a Roma nelle sale di Palazzo Ferrajoli (piazza Colonna, 355).

Il romanzo - Il protagonista della sua ultima fatica, educato alla sopravvivenza e alla guerra fin dai tempi della scuola, entra ben presto a far parte dell’organizzazione Al-Fatah. Coinvolto nella strage all’aeroporto di Fiumicino del 1985, trascorre quasi trent’anni in un carcere italiano. All’inizio della narrazione, che alterna il presente a lunghi flashback sull’infanzia in Galilea, Habibi ha scontato la sua pena ed è pronto a tornare in patria con un progetto quasi utopico: la pace tra due popoli che si odiano da troppo tempo. I suoi propositi di riconciliazione tra vecchi nemici lo porteranno non soltanto a cercare intese impossibili, ma anche a confrontarsi col figlio, divenuto nel frattempo medico e innamorato di una ragazza ebrea, e a dover impedire a Nabila, la donna amata, di diventare una terrorista. Ma quanto tempo è necessario per dimenticare i lutti del passato, confrontarsi con se stessi e col “nemico”, abbattendo i confini per arrivare alla piena comprensione e accettazione dell’altro? Alla fine del romanzo, a tratti crudo e toccante come un documentario, emerge un messaggio di speranza: quella di Habibi non è una storia inventata, solo una storia che deve ancora accadere.

L’autrice - Psicologa e psicoterapeuta, Lia Viola Catalano è autrice del saggio “Latitanza a Rebibbia” (1994) – da cui è stato tratto un documentario presentato al Festival di Venezia – e del thriller “Elettroshock” (2012), che si è guadagnato il plauso di critici come Vittorio Sgarbi. Segretaria storica del Premio Roma, è da anni impegnata come animatrice culturale negli ambienti letterari della capitale.
 
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