Portocane e il famoso baccalà alla livornese. In un libro le vicende di un paese sul mare

Livorno il 13/01/2021 - Redazione
Un romanzo scritto in forma non lineare che, uscendo dai soliti canoni, trascina il lettore nel mondo del terzo settore, dei minori, delle case famiglia, del volontariato in maniera avvincente, coinvolgente, divertente e romantica. È “Portocane e il famoso baccalà alla livornese” (Portoseguro Editore) di Stefano Grisieti, un viaggio che vede protagonista l’entroterra livornese e, soprattutto, le vicende di un paese sul mare con una fabbrica di acciaio...
 
Il libro - Giovanna e Lino sono una coppia di mezza età e da tutta la vita si battono per dare una possibilità agli ultimi, accogliendoli nella casa famiglia che gestiscono. Quando il compagno sembra aver perso la determinazione e la volontà di dedicarsi a questi minori in difficoltà, Giovanna si rivolge all'amico Giulio, che arriverà nella fantomatica cittadina toscana di Portocane a portare il suo sostegno. Giulio tenterà di far ritrovare a Lino la strada: riuscirà a fargli tornare la passione smarrita per tutti quei figli dimenticati dalla società? Senza cadere nella retorica, nel romanzo, vengono affrontati la violenza familiare, la droga, il perbenismo. Un viaggio tra minori, la trisomia 21, la diversità in genere e il territorio. Infatti, Portocane, rappresenta un luogo ideale dove i valori degli abitanti formano una collettività unica e rara ai tempi nostri. Una luogo dove prendere spunti per costruire un futuro migliore per tutti.
 
L’autore - Stefano Grisieti, fiorentino, grafico freelance e copy, da anni, come volontario, si occupa dei problemi relativi alle dipendenze, ai minori, agli ultimi della società. Ha condotto per 10 anni gruppi di auto aiuto e ha pubblicato “Storie di Gommone”, libro che racconta storie di minori extracomunitari venuti in Italia con i barconi.
 
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