Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta. Da Veltroni a Giovanni Allevi, tutti i vincitori dell'edizione 2018

Capalbio il 16/08/2018 - Redazione
Giornalisti, politici ma anche scrittori del territorio. La giuria ha pubblicato l’elenco dei vincitori del Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta, uno degli appuntamenti letterari più attesi dell’estate. Un evento che si snoda in due serate: nella prima, in agenda per il 24 agosto, ritirerà il premio l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato. Sabato 25 agosto, invece, spazio alle opere e ai loro autori, da Walter Veltroni a Marco Damilano. «Il Premio Capalbio è ormai una solida realtà che è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama culturale italiano - afferma Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio - e spero che continui a regalare emozioni e a diffondere il sapere e la libertà di pensiero anche negli anni a venire». Oltre a Bellumori, fanno parte della giuria Nicola Caracciolo (presidente), Mirella Serri (presidente Associazione Capalbio Piazza Magenta), Giacomo Marramao, Furio Colombo, Marisa Garito, Luca Pietromarchi, Alessandro Orlandi, Marco Calamai, Concetta Monaci e Carlo Gallucci.
 
Il programma – Come detto, la consegna del premio verrà articolata in due serate. Venerdì 24 Agosto alle ore 18.30 alla Fondazione La Ferriera in località Pescia Fiorentina ritirerà il premio Giuliano Amato che dialogherà con Giacomo Marramao, filosofo e professore universitario, e Bruno Manfellotto, giornalista, sul tema “Ambiente e salute. Dobbiamo qualcosa all’Europa?”. Sabato 25 agosto alle ore 18 in Piazza Magenta a Capalbio saranno premiati per le loro opere.
 
I vincitori – Ecco tutti i vincitori dell’edizione 2018.
 
Walter Veltroni, “Quando”, ed. Rizzoli. Il protagonista si risveglia dal coma dopo 33 anni dalla morte di Berlinguer. Un romanzo certamente non nostalgico, anzi rivolto al futuro, e immerso nelle contraddizioni del presente.
 
Marco Damilano, “Un atomo di verità.  Aldo Moro e la fine della politica in Italia” (Feltrinelli). L’autore, giornalista e direttore di  L’Espresso, incrocia ricordi personali con la drammatica vicenda dell’uccisione di Aldo Moro.
 
Federica Angeli, “A mano disarmata” (Baldini&Castoldi). La giornalista romana nota per le sue inchieste sulla mafia che vive sotto scorta da diversi anni, fa la cronaca dei suoi millesettecento giorni trascorsi in solitudine e nel mirino della malavita, ma sempre convinta dell’importanza della verità e della giustizia.
 
Giovanni Maria Flick, “Elogio della Costituzione” (Paoline). Il testo, grazie alla sapiente ed esperta mano del giurista, politico e Ministro di grazia e giustizia nel governo Prodi, ripropone al lettore e cittadino italiano la centralità della Costituzione Italiana, a settanta anni dalla sua entrata in vigore (1 gennaio 1948).
 
Roberto D’Agostino, noto giornalista e personaggio televisivo, autore e regista di “Dago in the Sky”, magazine su arte e innovazione tecnologica di Sky Arte HD. Un viaggio tra la fine del medioevo analogico e il nuovo Rinascimento digitale, senza paletti e recinti, tra informazione, tecnologia e belle arti.
 
Giovanni Allevi, “L’equilibrio della lucertola”, (Solferino). Il noto pianista e compositore crea una parabola delicata, divertente ma anche seria, che ci sprona a uscire dagli schemi spesso già sperimentati da altri per arrivare a un cambiamento totale di prospettiva.
 
Lia Migale, “L’innumerevole uno” (Iacobelli). Scrittrice e economista, narra la storia di una femminista degli anni ’70 che, parlando in prima persona, si confronta con le sue molteplici identità e Thomas, il suo alter ego, che è Mario Mieli.
 
Riceverà il Premio per l’Economia in memoria di “Filippo Caracciolo”: l’inviato e editorialista di economia del “Corriere della Sera”, di cui è vicedirettore ad personam, Federico Fubini per “La maestra e la camorrista.  Perché in Italia resti quel che nasci” (Mondadori). Un libro che costruisce un’originalissima indagine sociologica.
 
I Premi per il Territorio andranno invece alla scrittrice e editor Silvia Gentilini per “Le formiche non hanno le ali” (Mondadori), in cui si racconta la storia di due donne legate dalla stessa sorte: essere costrette ad abbandonare il primogenito avuto in giovane età e in situazioni drammatiche; premio anche a Cecilia Tosi per “Le faremo sapere. A quest’ora sarei onnisciente” (Lettere animate), che narra di una cena di classe capace di trasformarsi in un viaggio nella memoria fatto di ricordi a tratti surreali.
 
Un Premio Speciale della Giuria sarà consegnato a Gianluca Falanga autore di “Storia di un diplomatico Luca Pietromarchi al Regio Ministero degli Affari Esteri” (1923-1945), ed. Viella. Questo studio getta nuova luce sull’ambasciatore Pietromarchi il quale non solo ispirò e guidò la “congiura diplomatica” che impedì la consegna di migliaia di ebrei jugoslavi ai nazisti, ma nell’estate del 1943 preparò anche le trattative segrete per l’abbandono dell’Asse.
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