Ai tempi del Coronavirus

Cesare B.

19/05/2020

Il tema di Cesare B., studente dell’Istituto di Istruzione Superiore Sallustio Bandini di Siena
Un mondo nuovo, un mondo diverso quello che si presenta oggi ai nostri occhi, un mondo pieno di dubbi ed incertezze sul presente e su tutto ciò che verrà. Tutte le nostre sicurezze ed abitudini minacciate e deturpate, ma da chi? Un attentatore, una guerra, no, niente di tutto ciò; le abitudini che fino a ieri caratterizzavano la nostra quotidianità sono state completamente sovvertite da qualcosa di impercettibile, qualcosa di così piccolo da non riuscire ad accorgersi quando si entra in contatto con esso. Com’è strana la vita, noi uomini, primi nelle catene alimentari, che riusciamo a difenderci da ogni minaccia, messi a serio rischio dal più piccolo degli organismi. Il virus che stiamo combattendo è nuovo, sconosciuto, di lui ancora non abbiamo abbastanza informazioni. La cura si farà ancora molto attendere, questo è un pericolo molto serio, da non sottovalutare o prendere sottogamba per il bene di ognuno di noi, per il bene dei nostri cari e del prossimo.

La minaccia a cui stiamo facendo fronte affonda le sue radici nell’oriente, più precisamente nell’immensa Cina, nella provincia e nella metropoli di Wuhan che conta milioni di cittadini che fin da subito hanno stravolto la loro vita per combattere il pericolo. La sua origine non è tutt’ora certa, si sono fatte varie ipotesi, come quella che la poneva al principio di origine animale, per poi considerare la veritiera supposizione che provenisse da un laboratorio di sperimentazione che attraverso un incidente ha provocato un rapido contagio. La minaccia non ha perso molto tempo per diffondersi nel globo, sfortunatamente, allo stato attuale, siamo il principale fulcro dove il virus si è concentrato.
Il virus si diffonde rapidamente e per via aerea e si presenta diversamente in ogni soggetto, dimostrandosi molto pericoloso per gli immunodepressi e gli anziani. I sintomi sono i classici dell’influenza ma poi sfociano in una polmonite interstiziale.

Questo pericolo ha fermato il mondo, arrivato dal nulla e implacabile, guardando adesso le strade di Milano, sembra di aver a che fare con un film apocalittico, nessuno tenta di uscire e tutte le zone sono costellate da guardie armate per evitare fughe ingiustificate. Tutto ciò che noi comunemente chiamiamo vita ha avuto un cambiamento così paradossale che sarà impossibile da dimenticare.
Personalmente questa situazione la vivo in modo molto “viscerale” poiché mi madre gestisce il personale dell’ospedale di Poggibonsi, mi riempie gli occhi di gioia sapere che nonostante tutte le avversità abbia la voglia e la volontà di andare ad affrontare questo grande problema ogni giorno nello stesso modo, ovvero con la convinzione che solamente rispettando le regole si possa fermare questo contagio.
Valutando la pandemia da un punto di vista storico, è inevitabile non ricordare gli enormi contagi della Peste Nera o della Febbre Spagnola che ai tempi, sia per la cattiva sanità, sia per il tenore di vita che favoriva il contagio, portò alla decimazione della popolazione. Questa diminuzione esponenziale della popolazione non è ciò che ci aspetta per questo virus, perché già paragonandolo al più simile e meno diffuso virus della Sars è palese agli occhi di tutti, che non si arrivi a tali avversità.

La vita di tutti è drasticamente cambiata, la mia compresa ovviamente, da aver una routine, una possibilità di scelta nella mia giornata e il divertimento e gli amici sempre a portata di mano, a ritrovarsi adesso, senza la minima possibilità di uscire chissà per quanto tempo è frustrante, non sono riuscito a riscontrare in questa situazione nessun lato più dolce, più colorato, più positivo, niente e nessuno mi discosterà dalla sensazione di infelicità più totale fino al momento in cui questo maledetto virus non terminerà il suo corso. Mi auguro con tutto il cuore che la coscienza di ogni singolo cittadino prevalga sulla voglia di riprendere la propria normale vita e che ognuno sia attento a rispettare le regole imposte da un governo che nell’incertezza di una situazione mai vissuta prima sta tentando di migliorare al più possibile la situazione. Io non ho paura, tanta gente non ha paura perché oramai è stigmatizzato come normale virus, ma voglio dire che ciò che non si conosce è il pericolo più grande. Mi auguro a questo punto che la mia, la nostra vita possa riprendere a viaggiare nella giusta rotta senza incontrare nuove tempeste, da cui però, io so, che avremo sempre la forza di combattere e vincere.
 
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