No ai grammarnazi, sì al buon italiano nella “Guida pratica all’italiano scritto” di Vera Gheno

Serena Bedini

27/04/2017

Oggi più che mai sembra che il buon italiano sia stato dimenticato: i social network diffondono una lingua fatta di apostrofi mancanti, accenti sovrabbondanti, “k” al posto di “ch” e maiuscole assenti. “Ormai non si scrive più!”, è la frase più ricorrente e anche la più sbagliata, visto che dalla tesi di laurea in poi sembra che quella scritta sia una forma della nostra lingua destinata a non essere abbandonata, se si pensa all’incredibile quantità di email, messaggi, dichiarazioni e progetti che ogni persona redige mediamente ogni settimana.

Ecco dunque che la “Guida pratica all’italiano scritto” di Vera Gheno (Franco Cesati Editore) sembra quanto mai utile non solo nel momento della stesura dell’elaborato finale, ma anche ogni qual volta desiderassimo chiarirci un dubbio. Sono molte le virtù di questo volumetto: è di facile consultazione, chiarisce tutte le incertezze in cui chiunque può incorrere nella composizione di un testo, è leggero e maneggevole, è ben scritto ed ha un formato quasi tascabile che consente di servirsene all’occorrenza. In esso si trova un interessante capitolo sulle tecniche per prendere appunti (cosa ormai dimenticata, sembra…), un altro su come si redige una bibliografia (… questa sconosciuta!), una sezione sulle regole per la stesura di un testo e un’altra fondamentale su quelle per la revisione (fase quest’ultima saltata regolarmente a piè pari da chiunque scriva, dando vita regolarmente a testi e email carichi di errori, refusi e orrori vari). Anche la punteggiatura trova un capitolo dedicato in questo manuale e con poche pagine si chiarisce l’uso dei puntini di sospensione (che sono solo e sempre tre) e quello del punto e virgola.

Ha ragione Vera Gheno: non occorre essere “grammarnazi”, ossia puristi fanatici dell’ortografia, ma se ci ricordassimo poche, semplici indicazioni, improvvisamente i nostri testi scritti assumerebbero contorni più chiari, i concetti verrebbero esposti con maggiore ordine e il significato sarebbe perfettamente intelligibile a chiunque leggesse. Siamo sicuri infatti che l’italiano scritto sia solo un problema con il quale devono confrontarsi gli studenti universitari in odore di laurea? Quante volte ci è capitato di domandarci perché a quella email non ci fosse stata una risposta adeguata o quel progetto non fosse stato accettato? E se i responsabili di questi fallimenti fossimo proprio noi, venendo meno a una corretta stesura, a un’organizzazione efficace del testo, a un uso esatto della punteggiatura? Il manuale di Vera Gheno serve a metterci in regola e a fugare ogni dubbio in merito alle nostre responsabilità in una corretta comprensione dei testi che scriviamo.

Oltretutto “Guida pratica all’italiano scritto” è anche piacevole da leggersi, scritto in un linguaggio a tratti persino divertente, ricco di aneddoti e racconti tratti dalla quotidianità vissuta dall’autrice che è sociolinguista e tiene un Laboratorio di italiano scritto all’Università di Firenze. Una lettura utile che mi sento di consigliare a tutti!
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
È nata a Firenze nel 1978; si è laureata con 110/110 e lode in Filologia Moderna nel 2005 presso l’Università degli Studi di Firenze. È scrittrice, giornalista, docente. Maggiori informazioni su di lei sono reperibili su www.serenabedini.it.

 
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