Palomar, la libreria che ricorda Calvino dove si professa la libertà di lottare per i propri ideali

Serena Bedini

18/10/2018

Ci sono giorni in cui non ho proprio voglia di scrivere, piuttosto sento un desiderio irrefrenabile di parlare di lettura e possibilmente con un addetto ai lavori, con un esperto, uno che non solo sappia quello che dice, ma abbia qualcosa da insegnarmi e non mi faccia perdere tempo perché, in quei momenti, non reputo la lettura solo una necessità ma un diritto inviolabile. È in uno di questi giorni che mi trovo a Siena, in via Rinaldini e vado urgentemente alla ricerca del numero 1, sperando proprio di trovarlo: Massimo Marinotti, libraio insieme alla compagna e socia Monica Volpi della Palomar, libreria prima di Grosseto, poi anche di Siena. Un uomo così, uno che apre ben due librerie in posti disparati, direi che sa bene cosa dire sulla lettura e allora, allora non è certo un caso se la luce dorata di ottobre illumina i miei passi, come se simbolicamente volesse scortarmi, accompagnarmi fino all’entrata. E che entrata! Fin dalla porta la prima visuale che ho dell’interno è costituita dagli scaffali colmi di libri, eppure perfettamente ordinati, come se la mente che si dispone a leggere avesse la necessità di un ambiente elegante, riposante, scandito dall’esatto e ritmico succedersi di copertine colorate. Vago per un po’ con lo sguardo, il naso insù, tentando di valutare l’altezza degli scaffali… ma no, non sono brava con i numeri – lo so bene! – e allora non mi resta da fare altro che andare da lui, Massimo Marinotti e presentarmi, un po’ emozionata – per la verità! - perché questo è un libraio che ha oltre trent’anni di esperienza. Lui è gentile con me, gli occhiali appoggiati sul petto, appesi a una cordicella che gli passa intorno al collo, e gli occhi di chi vede lontano, di chi sa leggere tra le righe. Ho la sensazione di essere un libro aperto per lui, quando formulo la mia prima domanda; ma nei suoi modi diretti e decisi, avverto una dolcezza e una profondità che solo un vero lettore può avere.
 
Massimo Marinotti, un libraio che alla crisi economica risponde con l’apertura di un’altra libreria; che, quando un centro commerciale aperto a Grosseto minaccia le vendite del centro cittadino dove si trova la sua Palomar, oppone un altro centro storico in un’altra città italiana, Siena, con un’altra Palomar aperta e libera esattamente come la sorella grossetana. Mi parli di lei…
E cosa le devo dire? Che alla crisi si risponde con il coraggio; che a chi ti vuole scoraggiare si risponde con l’intraprendenza e la voglia di fare e così se, già Palomar di Grosseto era stata censita tra le 10 migliori librerie d’Italia da Panorama, vedremo cosa si dirà della Palomar senese.
 
Ma poi perché Palomar? In omaggio a Calvino?
Ma sì, certo, a Calvino e al suo romanzo, ma anche alla libertà, la libertà della cultura, del proprio modo di essere, la libertà soprattutto di rivendicare il diritto di lottare per un ideale in cui si crede.
 
Come aprire una libreria per contrastare l’invasione di una certa non-cultura materialista e consumista?
Sì, certamente, perché un nome esprime un ideale, una libreria è un baluardo in difesa della libertà di pensiero e ogni giorno è opportuno ricordare e affermare fortemente la necessità di incentivi alla lettura, ma soprattutto di aiuto alla professione del libraio che nessun Governo finora ha mai preso in considerazione seriamente.  
 
Anche per un libraio come lei, con così tanta esperienza, ci sono difficoltà quindi?
Senta, io ho un’esperienza di trent’anni e nella vita ho fatto solo questo mestiere: il libraio indipendente. Forse non so fare altro ma questo so farlo bene. Le difficoltà ci sono e parecchie perché nessuno si prende veramente la briga di controllare come vengano spesi i bonus cultura ad esempio, di fare iniziative serie per sostenere la nostra professione, per sottolineare l’importanza dei libri. E soprattutto io ho grosse difficoltà a comprendere la scelta etica di chi va a comprare un libro in un negozio di una catena di librerie, piuttosto che in una libreria indipendente! E non sono certamente un libraio che ha problemi a reclutare lettori, se pensa che pochi giorni fa abbiamo ospitato Laura Morante in libreria a Grosseto e sono intervenute centinaia di persone… eppure non posso non notare che tutti i giorni devo lottare perché il nostro settore è davvero in grave difficoltà e non c’è alcun supporto per noi a livello governativo.
 
E quindi come si promuove un libraio? Presentando grandi autori?
Sa cosa le dico? La vera promozione delle mie librerie la fa la nostra professionalità. La mia, quella della mia compagna e socia Monica Volpi e ovviamente dei nostri dipendenti. Non c’è nessuno tra i miei dipendenti che non abbia almeno due lauree… almeno due lauree, mi capisce? E non solo! Ci tengo a dire che sono dipendenti perché tutti sono assunti a tempo indeterminato e tutti portano a casa uno stipendio che gli serve per vivere in modo dignitoso e non una paghetta da fame! Questo significa fare il proprio lavoro in modo professionale: avere i titoli per farlo, certamente, ma anche saper dare la possibilità ad altri di farlo in modo decoroso, umano e allora la promozione non potrà non esserci perché un bravo libraio, soddisfatto e ben pagato, lavorerà volentieri e saprà servire al meglio la clientela. Che ne dice? È una promozione solida questa o no?
 
Senza dubbio lo è e sospetto che lo sarebbe in svariati settori, non solo in libreria. Veniamo ai libri: qual è un titolo che non cesserebbe mai di consigliare?
Mah… ce ne sono tanti! Gliene dico qualcuno… Romain Gary, La vita davanti a sé (Neri Pozza, 2009) ad esempio, oppure il celebre Stoner, di John Edward Williams (Fazi, 2016) e molti altri…
 
Qual è il sogno del libraio Massimo Marinotti?
Il mio sogno sarebbe importare la bellissima esperienza di Capalbio Libri a Siena e organizzare un festival dove il libro sia non solo protagonista, ma anche spettacolo.
 
Sarebbe un’iniziativa affascinante! Ha già qualche idea su come realizzarla?
Idee? C’è ben più! Ho già presentato al Comune di Siena l’intero progetto e spero che venga approvato dal sindaco e, casomai questo non si verificasse, non importa: lo farò da solo, nella mia libreria, e sarà un evento ugualmente bellissimo.
 
Sento la forza e la tenacia nelle sue parole, lo guardo negli occhi e leggo la sua determinazione. Ne sono certa: Siena avrà sicuramente il suo festival sui libri e non c’è da dubitare che sarà davvero bellissimo.
 
Libreria Palomar Siena
Via Rinaldini 1, Siena, Italy
0577 389031 libreriapalomar@yahoo.it 
 
Libreria Palomar Grosseto
Corso Carducci 67b/c, Grosseto, Italy
0564 415824 palomarwine@hotmail.it 
 
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna (2005). Dal 2003 si occupa di formazione per adulti e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano L2 presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura ed arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono o sono apparsi rispettivamente su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice, distribuito presso le librerie Feltrinelli), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX e il XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri:...
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