Viaggi (digitali) d’autore. Intervista a Michela Zin, direttore della Fondazione Pordenonelegge

Massimiliano Bellavista

08/06/2020

Pordenonelegge si farà.  Quando abbiamo letto questa notizia sulla stampa la cosa ci ha fatto molto piacere. Per la 21esima edizione della Festa del libro con gli autori ci sono già le date: 16 al 20 settembre. Si tratta di un prestigioso festival letterario organizzato dalla Fondazione Pordenonelegge.it che si svolge a Pordenone durante il mese di settembre. Al format tradizionale quest’anno si affiancherà potenziata la parte online e social. Questo per permettere agli scrittori di essere non soltanto raggiunti in ogni parte del mondo, ma anche di parlare con il pubblico che, da casa o dall’ufficio, potrà comodamente assistere alle presentazioni. Il programma, che è ancora in fase di definizione, non avrà lo stesso numero degli incontri dell’anno scorso. Ma ci sarà pubblico, ci sarà interazione fisica e non solo virtuale. Le incognite, come si comprende, sono molte e sono ovviamente legate soprattutto all’emergenza da coronavirus; tuttavia, come già fatto in passato, ci siamo prefissi il compito di promuovere e mettere in luce quanto di buono si sta facendo, con grande coraggio e in modo propositivo e talvolta molto creativo, per evitare che in questo periodo la cultura in Italia entri in completa ibernazione. E quindi viva chi riesce a pianificare una inedita edizione 2020 in attesa (speriamolo) di un più tradizionale 2021. Per Caffè 19 abbiamo quindi rivolto 3 domande a Michela Zin, direttore della Fondazione Pordenonelegge.
 
Progettare un evento culturale di rilievo in tempi di pandemia: a quali criteri e modelli (se ce ne sono) vi siete ispirati? Riformulerete la vostra mission?  Quali sono le vostre attese?
Va detto che siamo ancora in fase di progettazione. Il nostro evento è in programma a settembre dal 16 al 20 e questo ci consente di avere del tempo per trovare quella che ci sembrerà la soluzione migliore. Di certo abbiamo da subito confermato la realizzazione del festival anche quando non si sapeva cosa sarebbe accaduto nei mesi a seguire e come avremmo potuto realizzarlo. L’abbiamo confermato perché sentiamo di avere un impegno importante a livello culturale ma anche sociale (lo scorso anno con Università Bocconi abbiamo realizzato proprio un’indagine sulla legacy dei nostri vent’anni di attività). E l’online poteva già essere una soluzione perseguibile. A oggi stiamo immaginando un festival ibrido: con presenza e online (ad ampio raggio). Ovviamente per la parte in presenza dipenderà dall’evolversi della situazione ma pensiamo che, confermando le disposizioni sul distanziamento sociale, potremo trovare la soluzione migliore in accordo con le istituzioni locali. In questo modo anche la nostra città potrà beneficiarne. Siamo consapevoli che i numeri della scorsa edizione (600 ospiti, 360 incontri in 5 giorni. 130.000 presenze) non sarà possibile confermarli. Ma siamo fiduciosi di riuscire a proporre comunque un festival di alto profilo dal punto di vista culturale mantenendo un po’ di quel clima magico che si crea all’interno degli spazi che ospitano gli incontri e nella città. Perché in fondo ogni luogo “utilizzato” dal festival ci ha dimostrato di avere un’anima.
 
Vedete la tecnologia in questo senso come un supporto o come una nuova strada? E se sì, fino a che punto sostitutiva dell’interazione fisica?
Quando siamo nati (nel 2000) il nome scelto è stato pordenonelegge.it pensando che forse il libro sarebbe stato soppiantato dalla tecnologia e dall’online. In realtà poi non è stato così e questo .it negli anni lo avevamo un po’ abbandonato. Ora è il momento di riutilizzarlo considerato che questa emergenza ci ha spinto inevitabilmente verso questa direzione. Quindi assolutamente sì, sarà una nuova opportunità che non deve sostituire la presenza ma che può aprire nuovi orizzonti e farci conoscere ancor più ad ampio raggio
 
Letteratura, spazio e territorio: come gestire il contatto col territorio e la fruizione di spazi ed eventi culturali di questi tempi? Qual è il rapporto e il supporto degli altri stakeholder, principalmente le Istituzioni?
Cercando di mixare al meglio tutti e tre gli elementi. In questi mesi di lockdown, per esempio, alcune iniziative come i “Viaggi digitali d’autore” hanno provvisoriamente sostituito le “gite” di una giornata nei luoghi degli scrittori. Abbiamo realizzato dei video creando una sorta di anticipazione di quello che speriamo il pubblico decida di venire a vedere proprio nei luoghi che hanno ispirato alcuni autori come Hemingway, Pasolini o Nievo. Il progetto è realizzato con la Regione Friuli Venezia Giulia e la sua agenzia per la promozione. I video resteranno visibili per sempre nel nostro canale YouTube e sicuramente saranno un ottimo strumento di promozione del turismo culturale. Le istituzioni sono sempre state al nostro fianco e ci hanno sempre supportato. Va sottolineato che già la nostra Fondazione ha come soci la Camera di Commercio e le associazioni di categoria del territorio. Mentre il Comitato Strategico è rappresentato da tutte le istituzioni locali. Quindi abbiamo sempre lavorato insieme con intenti comuni. E continueremo a farlo anche in questo momento di difficoltà.
 
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Massimiliano Bellavista

Massimiliano Bellavista
Massimiliano Bellavista è consulente di direzione, blogger (www.thenakedpitcher.com) e docente di Management strategico presso l’Università di Siena. Vincitore di premi letterari, suoi racconti e poesie sono pubblicati su riviste e antologie. Scrive una rubrica fissa per la rivista stroncature.com. Tiene regolarmente seminari di scrittura e in merito alla valorizzazione ed alla comprensione del libro antico come bene letterario e culturale. A Siena anima la scuola di scrittura Recensio. Riguardo alle sue opere di narrativa, poesia e management, pubblicate in italiano ed in inglese, tra le più recenti ricordiamo: Le reti d’impresa (Franco Angeli, 2012); Anatomia dell’invisibile (Tabula Fati, 2017); L’ombra del Caso (Il Seme Bianco 2018) e The Naked Pitcher (Licosia 2018); Dolceamaro (Castelvecchi 2019); Marketing e management degli impianti sportivi (Azzurra 2019); Vertical Farming (Licosia 2019)
 
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