Maria Assunta Ceppari Ridolfi

Il Palazzo Malavolti-Bovalini di Siena

€ 15,00

Casa Editrice: Edizioni Il Leccio

Anno: 2015

N. Pagine: 176

Formato: 17x24

Una dimora signorile, nobili e popolani, chiese, conventi e alberghi in un’area lungo la via Francigena
Il Palazzo oggi noto come Malavolti-Bovalini, recentemente restaurato per encomiabile decisione dell’attuale proprietaria, fu costruito tra la fine del Duecento e gli inizi del secolo successivo lungo il confine est del castellare dei Malavolti, all’epoca potenti e ricchissimi, ed è uno degli edifici più antichi di Siena, con la facciata in pietra da torre. Si ergeva nei pressi dell’antichissima chiesa di Sant’Egidio, oggi non più esistente, e si affacciava sulla strada Francigena che attraversava la città, nel tratto noto nel medioevo anche come “la via maestra che va a Camollia”, oggi via dei Montanini. Il libro si apre con un saggio dove è magistralmente delineata la parabola discendente della famiglia Malavolti, dagli inizi prosperi alla fine della potenza economica e politica. Alle origini il palazzo fu sicuramente appannaggio di uno dei rami principali di tale famiglia, con buona probabilità quello che faceva capo a Cione Malavolti, titolare di una quota del palatium magnum di famiglia nella zona nord del castellare e di una quota dell’hospitium dei Malavolti nel popolo di San Donato. E ancora, Cione e i suoi consorti possedevano, tra la chiesa di Sant’Egidio e la strada, case e botteghe. Queste ultime, tra la fine del ‘300 e gli inizi del ‘400, furono vendute dai bisnipoti di Cione Malavolti al monastero di San Prospero, che agli inizi del secolo successivo le cedette ai Severini, all’epoca già proprietari del palazzo confinante con le stesse botteghe. Intorno alla metà del Cinquecento i Severini, i cui esponenti capeggiavano il Monte del Popolo e avevano subito tracolli politici ed economici, vendettero il loro palazzo con i relativi fondi ai Palmieri, discendenti da Agnolo potente fautore di Pandolfo Petrucci. Nel corso dei secoli successivi la proprietà del palazzo passò alle monache di Santa Monaca, poi ai Sozzini, ai banchieri Turamini con Giocondo vescovo di Pienza, al salsamentario Antonio Querceti, alla compagnia di San Michele Arcangelo, alla famiglia Landi, ai Naldini e infine ai Bovalini. Il tutto è attestato da documenti pubblici rogati da notai o da altri ufficiali del Comune di Siena. La ricerca documentaria ha permesso quindi di risalire alle origini del palazzo e nel contempo di delineare le vicende dei proprietari succedutisi nel corso dei secoli, anche alla luce delle condizioni politiche ed economiche della città, degli eventi, delle lotte interne e delle guerre che la insanguinarono. Fanno da corollario a tale ricostruzione alcune notizie essenziali su monasteri, chiese, strade, alberghi ed altre emergenze architettoniche esistenti nei pressi del Palazzo Malavolti-Bovalini. Il libro si conclude con un interessante saggio dove si dà conto dei risultati di un’indagine archeologica nei fondi del palazzo.
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