Umberto Fortis

L'attività letteraria nel ghetto. Venezia (1550 - 1650)

€ 30,00

Casa Editrice: Salomone Belforte & C. Editore

Anno: 2015

N. Pagine: 504

Questo rapido campionario della letteratura prodotta nel ghetto di Venezia nel periodo che va dal 1550 al 1650 esce in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dall’istituzione del recinto della segregazione, nel quale furono rinchiusi gli ebrei per quasi tre secoli (1516-1797). Esso è stato ideato, soprattutto, per significare che il cosiddetto “serraglio degli ebrei” non fu soltanto lo spazio di un’umiliante discriminazione, ma, nonostante i limiti imposti da decreti e condotte, fu anche luogo di intensa attività culturale e di partecipazione attiva alla vita letteraria della società veneta e italiana. Il secolo prescelto, una scelta quasi obbligata, è comunemente ritenuto, anche dalla più recente storiografia, come il momento di maggior stabilità interna dell’università de gl’hebrei: lo distingue, tra l’altro, sotto un profilo culturale, proprio la presenza di un’élite intellettuale che ha agito nella piena consapevolezza della necessità di un’apertura verso la civiltà contemporanea, sia adottando anche la lingua italiana, sia impegnandosi in generi letterari fino ad allora poco praticati dalla cultura della diaspora. Sosteneva infatti medici, quali Dawìd de Pomis, rabbini, quali Leon Modena o Simone Luzzatto, poeti quali Salomon Usque o Sara Copio Sullam o Benedetto Luzzatto, la volontà di competere con la società dominante e di entrare con pari dignità nella “repubblica delle lettere”, in un’ideale dimensione di libertà; li animava il desiderio di difendere, contro ogni pregiudizio, i più alti valori della tradizione ebraica e di agire, in tal senso, anche per intervenire, in quanto ebrei, sulla realtà storica del loro tempo, quasi a compenso dello stato di separazione per troppi anni sofferto. Fu una stagione, per molti aspetti, degna di particolare memoria. La presentazione di testi, spesso tradotti e commentati per la prima volta, vuol essere perciò la testimonianza tangibile di questo fenomeno, che non trova riscontro simile, nell’arco di tempo considerato, in nessun’altra comunità d’Italia o d’Europa.
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Codice 978-88-7467-098-7

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La casa-editrice Salomone Belforte & C. viene fondata nel 1834 a Livorno, ma è già attiva dal 1805 nella pubblicazione di libri ebraici. Dal 2001, insieme all'antico nome cancellato dalle leggi razziali, riprende l'attività editoriale, sia nel campo della cultura ebraica, sia nel campo della letteratura, dell'arte, della storia livornese. Salomone Belforte &... Vai alla scheda editore >

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Umberto Fortis

docente di letteratura italiana e di letteratura ebraica italiana. Già direttore della Biblioteca-Archivio “Renato Maestro” della Comunità Ebraica di Venezia e curatore scientifico del nuovo museo ebraico della stessa comunità, oltre a saggi sulla letteratura dell'Ottocento, ha pubblicato, nel campo dell' “ebraistica”, tra l'altro, Ebrei e sinagoghe (Venezia... Vai alla scheda autore >

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