Pietro Brizzi

La tramvia di Massa

€ 16,00

Casa Editrice: Eclettica Edizioni

Anno: 2015

N. Pagine: 250

Formato: 14,8x21

Questa ricerca vuole dare risalto ad un aspetto della storia locale non molto conosciuto e, conseguentemente non molto trattato. Non tutti sanno che nella Città di Massa, in un periodo compreso tra la fine del 1800 e gli anni trenta del 1900,
funzionò un sistema ferroviario tramviario a scartamento ridotto. In origine, dopo approfondite discussioni di natura politica, si decise di prevedere la costruzione dell’opera per il servizio delle cave di marmo, nell’intento di dare un impulso
produttivo e commerciale al settore, collegando, appunto, le cave al pontile caricatore Cuturi, a fianco del quale, all’epoca, ormeggiavano velieri e bastimenti sui quali veniva caricato il marmo prodotto dalle vallate massesi.
Le origini del progetto furono caratterizzate da una vivace discussione di natura politica tra gli anni 1870 e 1886. Dopo un primo tentativo di impianto, non andato in porto, da parte del Sig. Furness, imprenditore inglese in affari a Livorno, la
Giunta decise di affidare la costruzione dell’opera al Cav. Belloli di Milano che cominciò i lavori il 4 febbraio 1890, mentre il decreto di autorizzazione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici risaliva al 27 luglio 1889.
Con il passare del tempo, il servizio si trasformò da prettamente commerciale in servizio misto, garantendo quindi una serie di corse anche per il trasporto passeggeri. Però, forse a causa delle potenzialità ridotte della linea, si verificarono
negli anni una serie di inconvenienti e conseguenti lamentele dell’utenza che contribuirono a mettere in difficoltà la gestione di una impresa che si era avvicendata più volte negli anni. Leggendo i documenti del tempo, tratti dall’archivio
comunale e provinciale, si denota l’italica attitudine a trovare e creare problemi laddove non esistono. Spesso le lamentele furono giustificate da futili motivi e guidate da questa o quella parte politica che aveva influenza sull’opinione pubblica
massese. Nonostante tutto, la tramvia non risultò un’opera inutile, ma svolse il suo onesto lavoro al servizio della comunità per tutti i quarant’anni di esercizio. Ovviamente ci furono alti e bassi, soprattutto nel periodo della “Grande
Guerra” e negli anni immediatamente successivi, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Infatti, la tramvia era a vapore e la materia prima necessaria era il carbone. Dagli anni venti cominciò il declino di questo mezzo di trasporto,
incalzato sopratutto dall’avanzata dell’automobile e dai primi esperimenti di trasporto urbano con autobus a gasolio. Anche la società della Tramvia cercò di adeguarsi alla modernità, mettendo in servizio due automotrici a trazione termica. Ma,
visto l’utilizzo promiscuo (merci più passeggeri) che ne veniva fatto l’utilizzo di questi nuovi mezzi risultò inefficace. La Tramvia esercitò il suo servizio per circa quarantuno
anni, da quando nel 1891 iniziò l’esercizio provvisorio. La fine arrivò il 15 dicembre dell’anno 1932, dopo un mese dalla effettiva chiusura e dall’invio delle lettere di licenziamento ai dippendenti rimasti in servizio. Il 20 marzo 1933, il Podestà di
Massa dichiarava la Società Anonima della Tramvia di Massa decaduta dalla concessione delle linee. Di fatto e di diritto si chiuse in modo spiacevole la vicenda di un’opera importante per la vita sociale ed economica massese, sommersa dai debiti
e da una concorrenza, su gomma, che non lasciava spazio ad una rinascita del trasporto su ferro, almeno locale, a quei tempi.

Lascia un Commento

Scrivi un commento

Scrivi le tue impressioni e i commenti,
verranno pubblicati il prima possibile!

Ho letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n.196
Casa Editrice Eclettica Edizioni
Codice 978-88-97766-27-8

Pietro Brizzi

Pietro Brizzi nasce a Massa il 28 aprile 1969. Ha frequentato la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università  di Pisa, dove si è laureato con una tesi di natura giuridico – sociale, dal titolo “Dall’azione burocratica tradizionale al nuovo management pubblico. Il ruolo del dirigente pubblico“. Ha collaborato per diversi anni alle dipendenze... Vai alla scheda autore >

Vai ai libri dell'autore

NEWS