Sandro Fogli

Truffaut e la pellicola interattiva

€ 18,00

Casa Editrice: Romano Editore

Anno: 2013

N. Pagine: 206

Formato: 17x24

Era una domenica sera di quasi trent’anni fa quando RAIUNO trasmise, in prima visione tv, Finalmente domenica!, l’ultimo film di François Truffaut. Benché la mia passione per Alfred Hitchcock fosse già esplosa, io non ero a conoscenza del profondo legame tra i due registi: a dieci anni non sapevo niente di critica cinematografica e ignoravo l’esistenza del libro, intitolato Il cinema secondo Hitchcock e firmato Truffaut, in cui il regista francese intervista il maestro “anglohollywoodiano” su tutta la sua produzione. Soprattutto, non sapevo che mi attendeva una nuova “folgorazione”. La pellicola, “stranamente” girata in bianco e nero (scelta stilistica inusuale nel 1983), era, ed è ancora oggi, un divertentissimo giallo venato di commedia, che, in qualche modo, col suo mix di suspense e ironia, mi riportava appunto a certe atmosfere hitchcockiane. Perché alcuni film ci piacciono più di altri? Come mai, rivedendo oggi Grace Kelly e James Stewart, ma oramai anche Fanny Ardant e Jean-Louis Trintignant, muoversi sullo schermo, si può provare la sensazione di trovarsi tra vecchi amici? Se alle nuove generazioni questo effetto lo fanno soprattutto i personaggi delle serie televisive, la mia, che ha conosciuto palinsesti tv paradossalmente ben più variegati di quelli odierni, ha avuto la fortuna di poter “incontrare”, in primissima serata, anche gli uomini che hanno letteralmente “inventato”, e addirittura “reinventato” più volte, le forme del cinema. Ecco che alle 20.40 un giovanissimo neo-innamorato di Hitchcock come me poteva incappare nella Finestra sul cortile o addirittura in Psyco… Ma quella sera toccava a Truffaut. Oggi considero una fortuna il fatto che il mio primo Truffaut sia stato il suo ultimo: se a soli dieci anni mi fossi imbattuto nelle Due inglesi, o anche in Jules e Jim, pellicole forse troppo profonde per essere correttamente “elaborate” da un ragazzino, dubito avrei dato al regista francese la fiducia che meritava, e che credo meriti ancora oggi.

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Nasce a Cascina (Pisa) il 2 novembre 1973. Nel 2002 si laurea col massimo dei voti in Storia e Critica del Cinema presso l’Università degli studi di Pisa, discutendo una tesi sulla storia della critica hitchcockiana angloamericana, ma è nel 1996 che si avvicina realmente alla settima arte, vincendo una borsa di studio che lo porta in Belgio per scrivere e dirigere il corto La douche... Vai alla scheda autore >

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