Maura Vagli

È questa una mattina che non c'è scuola. Com'era bello il mio paese quando non c'era il lago

€ 10,00

Casa Editrice: Pacini Fazzi Editore

Anno: 2015

N. Pagine: 52

Formato: 21x15

Un atto di riconoscimento: ritrovare con passione le tracce di un mondo perduto. Maura Vagli, per ritrovarlo, si mette nella voce e nei panni di se stessa bambina, ci parla dall’interno della sua Garfagnana negli anni che seguono poco la fine della guerra. Scrivere come una bambina per dar voce all’evidenza di quel mondo: così Questa è una mattina che non c’è scuola si svolge come un lungo tema scritto appunto in «una mattina che non c’è scuola» (trasparente citazione dell’inizio de L’Aquilone di Pascoli, garfagnino d’elezione). In questo tema di bambina scritto in età avanzata, nella torsione di questo ritorno indietro, palpita la vita quotidiana di allora, con tutte le sue presenze umane, in questo profondo cuore montuoso dell’Italia, sul versante interno delle Alpi Apuane, sotto la Pania: presenze di cui spontaneamente si riconosce tutta la durezza, la semplicità, la concretezza, le speranze di un’antica civiltà contadina, segnata dall’emigrazione, poi dalla recente violenza della guerra, ma già in movimento verso quei nuovi orizzonti che l’avrebbero trasformata radicalmente (e la diga in costruzione e il lago che viene a coprire luoghi familiari costituiscono il segno emblematico di questa trasformazione). L’intento dell’autrice non è tanto quello di dar corpo alla memoria della sua infanzia (anche se sulla scrittura non può non sentirsi la suggestione memoriale), quanto piuttosto di lasciare una pur labile traccia delle persone che hanno vissuto in quel mondo, persone di cui ormai ben pochi si ricordano e la cui memoria sarà presto cancellata dal vorticoso universo della comunicazione in cui siamo tutti presi. È un’appassionata volontà di riscatto, che sorge dallo sgomento di fronte al fatto che nulla resta del particolare soffio vitale, del vivo respiro umano di tante esistenze, della fatica, del dolore, del desiderio con cui hanno occupato uno spazio nel mondo, hanno contribuito a costituire la sua sostanza, a renderlo vivibile anche per noi. (dalla prefazione di Giulio Ferroni)

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Pacini Fazzi Editore fonda la sua casa editrice a Lucca nel 1966; è proprio la città a costituire il punto di partenza per le prime opere di forte impegno editoriale, centrate sulla storia e sull'arte lucchese. Negli anni successivi il campo d'indagine si allarga alla Toscana, per arrivare oggi a testi non più esclusivamente connotati dal legame ad un ambito territoriale. Nascono... Vai alla scheda editore >

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