Attacco allo Stato. Alla Posta Letteraria Ferruccio Pinotti con il libro inchiesta su Cosa nostra

Radicofani il 26/07/2023 - Redazione
È cronista del Corriere della Sera, saggista e già consulente della Commissione Antimafia. Ha scritto per L’Espresso e Il Sole 24 ORE. A New York ha collaborato per la CNN, collaborando anche con L'International Herald Tribune. Si è occupato anche di temi sociali e di attualità di particolare rilievo come l'immigrazione e le vicende della finanza italiana, ripercorse a partire dagli anni ottanta, talvolta tradotte in libro. Ferruccio Pinotti presenta il suo ultimo libro di inchiesta “Attacco allo Stato. I misteri delle stragi del 1993 e il codice Matteo Messina Denaro” edito da Solferino. Intervista Antonio Ferrari, storico editorialista del Corriere della Sera e scrittore. Domenica 30 luglio, ore 17:00. Radicofani, Bosco Isabella. Secondo pomeriggio di incontri del festival La Posta Letteraria.
 
Intorno alle stragi del 1993, nonostante i trent’anni trascorsi e le numerose sentenze giunte all’ultimo grado di giudizio, permangono ancora molti misteri e opacità. Tanto che sono tuttora in corso inchieste sui «concorrenti esterni» per la collocazione delle bombe esplose a Firenze, Milano e Roma che causarono dieci morti e centosei feriti. A ricostruire le inchieste nei particolari ed evidenziarne il rilievo è ora questo libro che segue il filo rosso che porta agli assassini di Falcone e Borsellino ma anche a quello di don Pino Puglisi. Nella cornice storica e investigativa si stagliano gli indiscussi strateghi mafiosi di quei fatti drammatici. Innanzitutto Matteo Messina Denaro, a lungo latitante, simbolo di una mafia in evoluzione che di lì a poco si trasformerà in una «Cosa nuova», fatta di legami con i «salotti buoni» dell’imprenditoria, di infiltrazioni nel mondo dell’alta finanza, di proiezioni e interessi internazionali. Oltre a lui emergono figure come i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, i boss di Brancaccio. Il primo regista di complesse operazioni finanziarie. Il secondo vero e proprio «gemello diverso» del trapanese Messina Denaro. Tutti e tre irriducibili uomini di fiducia del boss Totò Riina. E depositari di indicibili segreti. Ferruccio Pinotti restituisce il vivido affresco di una torbida vicenda criminale, soffermandosi sui rapporti che Cosa nostra intrattiene con entità esterne al suo perimetro e riportando i racconti e le testimonianze inedite di chi ha provato a fermare quei mafiosi, di chi ne è rimasto vittima, di chi si impegna tuttora a rintracciare i colpevoli.
 
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