Carlo Levi e la Liberazione, incontro con Nicola Coccia. Diretta Zoom e Facebook

Firenze il 28/04/2020 - Redazione
Sei anni per scavare nella vita di Carlo Levi e in uno dei libri più importante del nostro dopoguerra, Cristo si è fermato a Eboli.  Da questo lavoro di ricerca, realizzato dal giornalista Nicola Coccia, è nato il volume “L’arse argille consolerai” (Edizioni ETS), un viaggio dal confino, dove il fascismo lo spedì, fino alla Liberazione di Firenze. Un cammino ricostruito attraverso  documenti inediti che hanno permesso  di entrare nelle vite delle decine di persone che hanno “raccontato” storie drammatiche e straordinarie come quella del partigiano milionario, delle carognate dei fascisti in un convento di clausura, delle stragi  bambini e civili, dell’uccisione della donna più bella del mondo, di Manlio Cancogni portiere di un torneo di pallone nella villa di Mussolini, del furto della valigia di Carlo Cassola, dell’olio e della farina portati a Giorgio Bassani in fuga da Ferrara, dell’erede al trono finito a vendere motorini, del matrimonio della figlia di Amedeo Modigliani con l’uomo che si era gettato in acqua col cappotto per sfuggire all’arresto.

La presentazione – Giovedì 30 aprile alle ore 18, le librerie Claudiana di Firenze, Milano, Roma, Torino, in collaborazione con Confronti, invitano alla diretta Zoom e Facebook per affrontare il tema “Carlo Levi e la Liberazione” a partire dal libro di Coccia. A parlare con l’autore del libro, Pasquale Iacobino della Libreria Claudiana di Firenze. Introduce e modera Sara Platone della Libreria Claudiana di Torino. Ecco i link per le dirette: https://us02web.zoom.us/j/83003937385 | https://www.facebook.com/Libreria-Claudiana-Firenze-741417752621176

Il volume - Il libro parla di Carlo Levi medico, pittore, componente del Comitato Toscano di Liberazione, della donna che lo ha protetto, del bambino di cui è stato padre putativo, della figlia segreta, della stesura del Cristo si è fermato a Eboli, avvenuta, sotto l’occupazione tedesca, in un appartamento di Firenze. Ci sono testimonianze e foto mai pubblicate prima, come quella della persona che ha suggerito a Levi il titolo del suo capolavoro, o quelle dei cinquemila sfollati a Palazzo Pitti.
 
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