Festival Letterario Isola del Giglio, in arrivo "Gigliesca": letture, musiche e visioni isolate

il 20/06/2011 - Redazione

Il 25 giugno 2011 all'Isola del Giglio va in scena la prima edizione del festival letterario Gigliesca, organizzato dalla casa editrice Effequ in collaborazione con il Comune Isola del Giglio.
Gigliesca si propone come qualcosa di più di un semplice festival letterario. In Toscana, e specialmente in Maremma, i festival letterari sono sporadici e spesso proposti a un pubblico specifico, quello degli “addetti ai lavori” e degli appassionati di libri. L’idea di Gigliesca è di spostare il richiamo di un festival letterario, e di rivolgerlo a un pubblico diversificato: l’intento è realizzare un festival che riesca ad avvicinare gigliesi e turisti - in un luogo a vocazione vacanziera come la Maremma - attraverso libri, conversazioni, concerti, proiezioni.

L'evento - Gigliesca è un festival a cadenza annuale legato a un tema, il tema per l'edizione 2011 è quello dell'acqua, così importante per la definizione di identità in un contesto isolano.
Tra le attività legate a Gigliesca spicca il Premio Letterario Isola del Giglio, il cui vincitore verrà premiato direttamente dal sindaco dell'Isola nel corso delle manifestazioni di sabato 25 giugno. Il vincitore della prima edizione del Premio Letterario Isola del Giglio è Pierfrancesco Borzone, con il suo Memoria del nuotatore, scelto tra gli altri partecipanti «per la capacità di intessere una narrazione suggestiva e poetica pur affrontando temi forti come la guerra, l’esilio e la morte. Borzone ricostruisce con grazia rarefatta l’atmosfera di una fantomatica isola sudamericana, che pur non facendo riferimento a una particolare condizione storico-sociale, riesce a trasfigurare e universalizzare i sentimenti umani e politici dai quali hanno tratto linfa i colpi di stato sudamericani. Memoria del nuotatore potrebbe essere il romanzo d’esordio di uno scrittore dell’America latina».

Letteratura e Musica - Per discutere e cantare il tema dell'acqua saliranno sui palchi di Gigliesca (prima alla Dogana sul Lungomare del Porto, quindi in un suggestivo allestimento montato per la prima volta sul pelo dell'acqua nella Baia del Saraceno) gli scrittori Paolo Sortino, Patrizia Laurano, e i Gatti Mézzi, irriverenti cantautori pisani. Paolo Sortino nato a Roma nel 1982, nel 2010 porta a termine il suo romanzo d'esordio Elisabeth, pubblicato nell'aprile 2011 da Einaudi. Elisabeth è il primo libro di un esordiente a essere pubblicato nella collana Supercoralli. Il romanzo ruota intorno alla vicenda realmente vissuta da Elisabeth Fritzl ad opera del padre Josef, che per 24 anni l’ha tenuta segregata in un bunker antiatomico nelle fondamenta di casa, nella città di Amstetten (Austria). Dall'incesto sono nati sette bambini, tre dei quali allevati in superficie, tre nel bunker, uno morto subito dopo la nascita è stato calcinato nella caldaia di casa. A pochissimi mesi dall'uscita i diritti di traduzione del romanzo sono stati già ceduti in Brasile, Portogallo e Israele. Patrizia Laurano svolge attività didattica e di ricerca elle facoltà di Scienze della Comunicazione e di Scienze Umanistiche della Sapienza, Università di Roma. Si interessa di comunicazione politica, campagne elettorali e tematiche legate all’immigrazione. Tra le sue pubblicazioni Fondamenti di comunicazione politica internazionale (2006), Consenso e politica di massa (2009), Il viaggiatore glocale (2010). Nel 2010 ha pubblicato per Effequ il Saggio Pop Garibaldi fu Sfruttato. I Gatti Mèzzi (al secolo Francesco Bottai e Tommaso Novi) dicono del loro ultimo disco: "Chi son le berve? Noi, o le berve? Parte tutto da qui. La metafora animale che giustifica le azioni umane. Ci serviamo, in questo disco, della natura per descrivere l’uomo, i suoi conformismi, le sue debolezze le sue aspirazioni. L’idea di questo disco procede anche attraverso la convinzione di poter cogliere la complessità degli impulsi che ci vengono da questo incasinato mondo in cui viviamo. Per questo non è un disco stilisticamente univoco e usa, per uscire allo scoperto, una tavolozza di colori molteplici e mescolati. Come se fosse venuta fuori una parte di noi che faceva capolino ma non riusciva a vedere la luce. Chi son le berve, vi domandiamo".

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