Gli Etruschi tra storia e mitologia. Intervista ad Andrea Verdecchia

Siena il 06/07/2023 - di Duccio Rossi
Nuovo appuntamento con la rubrica di Toscanalibri curata da Duccio Rossi "Perchè leggere i classici": un ciclo di interviste a docenti universitari, dottori di ricerca, filosofi, scrittori e poeti sul valore dei grandi pensatori latini, greci e non solo. Ma anche un modo per confrontarci con quel passato remoto che, in quanto classico, si sovrappone spesso con il nostro presente.

In questa intervista, Andrea Verdecchia – studioso delle civiltà dell’Italia preromana e autore di “Mitologia etrusca” (Edizioni Effigi) – ci conduce alla scoperta delle credenze mitiche di uno dei popoli italici più importanti e al contempo più misteriosi dell’antichità: gli Etruschi. Per gli antichi il mito – dal greco mythos: parola, racconto; in latino, per i Romani, fabula – faceva parte così tanto della cultura delle origini che i confini tra leggenda e storia erano indefiniti e labili. Secondo lo storico Tito Livio, i miti (fabulae) non potevano essere né confermati né smentiti, poiché non appartenevano né alla categoria della verità né a quella dell’invenzione. I miti erano una terza dimensione, un tertium quid che assumeva valore in quanto esistente dalla notte dei tempi e da sempre tramandato.

«Gli Etruschi accolsero passivamente il mito greco o ebbero una loro mitologia? Ad uno sguardo superficiale sembra che l’immaginario mitologico etrusco sia in tutto dipendente dalla cultura greca. Ma se andiamo ad osservare alcuni manufatti artistici in cui compaiono personaggi del tutto sconosciuti alla tradizione greca, come Vanth, Pava Tarchies e Lesa Vecu, e se ci addentriamo nei più profondi meandri della letteratura classica, in cui troviamo le storie di Tages e della Ninfa Vegoia, di Porsenna e del mostro Volta, ci accorgiamo che una mitologia etrusca è esistita» (dalla quarta di copertina).

«I Tirreni sono noti presso i Romani con il nome di Etruschi e di Tusci. I Greci li chiamarono invece Tirreni da Tirreno, figlio di Ati, come si racconta al riguardo, poiché costui aveva inviato dalla Lidia alcuni coloni in questa regione. […] Una volta giunto in queste terre, Tirreno chiamò il paese Tirrenia dal proprio nome e fondò dodici città». (Strabone, Geografia V 2,2).
 
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