Goti e Longobardi in arrivo al Museo nazionale etrusco di Chiusi

il 26/10/2010 - Redazione

L’esposizione dei materiali goti e longobardi conservati nelle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi si allarga ed arricchisce a partire dal 28 ottobre 2010 di una nuova sezione con  altri oggetti provenienti dalla città e dal territorio di Chiusi, presentati al pubblico a partire dalle 18 presso la Sala Mostre del Museo in Via Longobardi. Tra questi un umbone di scudo, ritrovato a Cetona e ceduto da Emilio Bonci Casuccini nel 1924 al Museo Archeologico di Firenze, di cui non si aveva notizia da tempo.  L’oggetto, dopo un lungo periodo di ricerche è stato individuato in extremis nel Laboratorio di Restauro del Museo di Firenze: quasi un nuovo scavo in museo che ha consentito di inserire questo prezioso oggetto nella mostra chiusina e renderà possibile compiere su di esso uno studio critico approfondito dal momento che già al suo primo editore aveva sollevato interrogativi per la sua unicità.

Inaugurazione - La mostra, già inaugurata il 12 giugno 2010 - in occasione della presentazione del volume “Goti e Longobardi a Chiusi” pubblicato grazie al contributo di Banca Valdichiana, nel giorno della festa per il trasferimento della sua sede a Chiusi Città -  si allarga grazie al contributo della Banca Valdichiana stessa e dell’Apt Chianciano Terme – Valdichiana. La scelta della data, il 28 ottobre, non è casuale, bensì la celebrazione dell’inaugurazione del primo Museo Civico aperto a Chiusi nel 1871, avvenuta “senza però alcuna festa popolare, ma colla riunione di personaggi distinti nelle scienze archeologiche” e ricordata per lungo tempo dalla Commissione Archeologica Comunale di Chiusi con adunate annuali che trattavano di argomenti di archeologia locale e della scoperta di monumenti ed oggetti.

Il convegno - Dal 2010 è intenzione della Direttrice del Museo, Monica Salvini, di riprendere tale consuetudine, iniziando con l’affrontare un’epoca meno nota rispetto a quella etrusca, per la quale è celebrata Chiusi, ma non per questo meno importante nel panorama storico ed archeologico italiano. E’ per questo motivo che il Convegno “Da Vitige a Carlo Magno” accompagnerà e introdurrà il 28 ottobre, a prtire dalle 10 presso il Museo Nazionale Etrusco, l’apertura della mostra – nello spirito dell’inaugurazione del 1871 del Museo Civico – ponendosi l’obiettivo di aprire la riflessione sul contesto urbano tra VI e VIII secolo (ed oltre) d.C. a Chiusi, del quale le manifestazioni funerarie sono solo l’apetto più noto ed eclatante. La possibilità di disporre ora di storiografie complesse, nelle quali leggere eventi storici e dinamiche sociali della città, e la ricomposizione del quadro storico-topografico dei ritrovamenti sul territorio, nell’intenzione dei curatori, dovrebbe consentire una lettura più completa della presenza di Bizantini, Goti e Longobardi a Chiusi e nella val di Chiana.

Gli oggetti - La mostra presenta al grande pubblico, tra gli altri, reperti goti e longobardi mai visti prima in quanto conservati nei Magazzini del Museo. L’ultima loro parziale esposizione risale all’unica mostra, tenutasi nel 1971,  realizzata in Toscana per delineare un quadro d’insieme dei materiali presenti nella Tuscia longobarda. Molti degli oggetti presentati nella mostra provengono dalle raccolte sul terreno ottocentesche, volte principalmente a trovare i “tesori” di ogni epoca che venivano alla luce con grande facilità dalla terra di Chiusi e dal suo territorio; nel tentativo di presentare un volto diverso di Chiusi altomedievale e per fornire un quadro esaustivo di quanto ad oggi noto della vita della città e del suo territorio (da Cetona, a Chianciano, a Sovicille, a Sarteano) in età altomedievale, si presentano nella mostra inoltre contesti di scavi recenti, tra i quali una sepoltura femminile con corredo di particolare interesse. Il suo valore, oltre all’eccezionalità delle monete romane bizantine forate e legate con una cordicella per farne un bracciale, consiste nel fatto che esso è stato recuperato contestualmente alla deposizione, differentemente ai numeoìrosi bellissimi oggetti longobardi chiusini dispersi nei Musei nazionali ed esteri, avulsi dal contesto funerario. Oltre ad oggetti di corredo, è esposta una piccola collezione di crani umani.

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