La poesia è morta. Le liriche di Massimiliano Bellavista che preservano “la bellezza del fatto artistico”

Siena il 21/08/2020 - Redazione
Un libro di contraddizioni fortissime che rinnega la poesia per affermare infine la Poesia. Si tratta de “La poesia è morta e altri versi” (Controluna), scritto da Massimiliano Bellavista che utilizza le più diverse tecniche e contaminazioni, giocando con il lettore e adottando insolite soluzioni espressive. Nel libro il poeta e il suo alter ego sono orafi e non architetti. I soli che possono trarre in salvo, preservare, continuare a far vivere una delle eredità più preziose di quella che Miguel Benasayag ha chiamato “l’epoca dell’uomo”: la bellezza del fatto artistico. La prefazione è cura di Francesco Ricci.

Estratto - I semi che mettesti nel cavo della mia mano hanno fruttificato durante il mio viaggio. Per farli crescere il sangue il multiplo seno di donne che sono terra tutto ho succhiato e mangiato per vincere la carestia assordante del mio pensiero nodi, concrezioni, perle, fossili squillanti nella polvere remota e compressa dal tempo la polvere che si fa roccia persino quella nel mio viaggio ho addentato.

La silloge -  Quello che Massimiliano Bellavista chiede al lettore è di non fermarsi alla prima impressione. “La poesia è morta e altri versi”, infatti, è un libro che riafferma la fede nella poesia. Lo fa assumendo una posizione defilata, di scorcio, minimale, consapevole che quando il deserto della postmodernità avanza è l’orafo, non l’architetto, che può trarre in salvo, preservare, continuare a far vivere la bellezza del fatto artistico. Occorre andare oltre l’apparenza, penetrare al di sotto della superficie (un paesaggio non è mai il paesaggio), è questo l’invito che Massimiliano Bellavista pronuncia, mentre nel chiuso della sua stanza – cella monastica, rifugio, tana – allinea pazientemente con i suoi versi altrettante unità minime di resistenza dinanzi all’impoetica età della tecnica e del mercato. A quel punto le campane che parevano accompagnare il feretro del poeta – mesto threnos – ci accorgiamo che, in realtà, salutano la nascita – discreto, poco esibito, non gridato inno – di un nuovo libro di liriche.

L’autore - Massimiliano Bellavista è consulente di direzione, blogger e docente universitario. Vincitore di vari premi letterari, suoi racconti e poesie sono pubblicati regolarmente su riviste e antologie. Scrive rubriche settimanali per alcune riviste letterarie e giornali online (I sommersi; #ioraccontobreve, La cultura, probabilmente). Fondatore del “Caffè letterario 19” anima la scuola di scrittura “Recensio”, pensata per gli studenti delle scuole superiori. Le sue opere di narrativa, poesia e management, sono pubblicate in italiano e in inglese.
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