"Libri bruciati prima delle persone". Intervista a Piperno Corcos, consigliere della Comunità ebraica per Siena

il 26/01/2009 - Redazione
Il 27 gennaio è il giorno della memoria delle vittime delle persecuzioni, delle deportazioni e degli abomini nei confronti degli ebrei. Una giornata nella quale a ricordare sono coloro che, parafrasando Primo Levi , vivono sicuri nelle proprie case; che tornando la sera trovano cibo caldo e visi amici. Le storie della Shoah rivivono nelle pagine di molti libri e nei ricordi dei pochi ancora sopravvissuti, come sottolinea Lamberto Piperno Corcos, Consigliere della Comunità ebraica delegato per Siena e titolare di una tenuta nel Chianti Classico senese.  Anche da Siena nel 1943 ci furono dei deportati, 13 ebrei senesi furono confinati ad Auschwitz, solo una donna sopravvisse; oggi i senesi di religione ebraica sono una sessantina e vivono in maggioranza a Sovicille. Lamberto Piperno Corcos sottolinea che “prima delle persone furono bruciati i libri e che il miglior modo di combattere la barbarie è la cultura”. La questione ebraica, continua ad essere argomento attuale e foriero di manifestazioni di intolleranza e scontri, primo fra tutti il conflitto israelo-palestinese a Gaza.
Oggi più che mai il mondo fatica a capire le ragioni di Israele, qual è la sua posizione, la posizione di un ebreo italiano che segue da lontano le vicende della patria spirituale? 
Forse soprattutto comprendere perché ricorra da decenni all’uso della forza militare. In termini di lungo periodo Israele sa benissimo che la forza militare non può garantire la sua sicurezza. Una serie infinite di guerre e di vittorie militari non hanno cancellato il semplice fatto che Israele continua a essere circondato in gran parte da nemici che ne desiderano la semplice sparizione. E’ una realtà molto amara da constatare ma nella regione mediorientale la presenza di Israele è ancora ritenuta “provvisoria” e la garanzia della sopravvivenza di questo stato, è triste dirlo, è riposta nella sua superiorità militare.
Purtroppo la comunità internazionale che sostiene il diritto alla sicurezza di Israele, non fa nulla per garantirne la sopravvivenza. Personalmente credo fermamente che si debba tornare a parlare, a ricercare il dialogo.
A Firenze è stato ritrovato un ordigno rudimentale a un centinaio di metri dalla Sinagoga di Firenze, quali ragioni si possono invocare di fronte ad azioni come queste?
L’episodio di Firenze è un atto dimostrativo, conferma un dato già conosciuto: l’antisemitismo in Italia è sempre vivo e aspetta solo un pretesto per manifestarsi. Quando poi l'antisemitismo si traveste da antisionismo gli effetti sono deleteri.
L'Arcivescovo di Firenze, Mons. Giuseppe Bertori ha definito deprecabili le azioni e gli slogan che acuiscono i conflitti tra israeliani e palestinesi, oltre alla condanna, cosa si può fare per convivere nella pace?
Penso che lontano da quella terra, noi che viviamo qui, dovremmo sforzarci maggiormente per sostenere quelle realtà di dialogo che malgrado tutto esistono in Israele e in Palestina.Dovremmo inoltre richiedere ai mezzi d'informazione di darci notizie più equilibrate e corrette, libere da stereotipi. La menzogna, la propaganda, la pubblicazione di notizie non confermate e spesso tardivamente smentite, non portano sul sentiero della pace.

Sotto Torchio

LIBRO E AUTORE PREFERITO - Non ho un libro preferito, ci sono tanti libri e tanti autori che mi hanno dato e mi danno emozioni. Tuttavia Italo Calvino nel suo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” fa un vero e proprio omaggio alla lettura. Il venerdì sera coi miei figli, dopo cena, leggiamo il brano della Bibbia della settimana e proviamo a fare dei commenti.

ULTIMO LIBRO LETTO - Con i miei figli “Il barone rampante” di Italo Calvino
IL LIBRO DA CONSIGLIARE AI LETTORI - “1984” di Orwell e “Fahrenheit 451” di Bradbury
LEGGERE E’… - La possibilità di condividere pensieri, emozioni, storie con persone lontane nel tempo o nello spazio.
 
Elisa Manieri
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