Manfredo Fanfani, il “professore”. Esce libro dedicato al pioniere della sanità privata scomparso nel 2020

Firenze il 26/04/2024 - Redazione
L’uomo, il medico, l’impresa: tre aspetti indissolubili, tre punti di vista per inquadrare la figura di Manfredo Fanfani (1922-2020), vero e proprio pioniere della sanità privata e della medicina preventiva, a cui è dedicato il volume illustrato Manfredo Fanfani: “il professore” (Polistampa) scritto da Alessandra Maria Abramo.

La vita del professor Fanfani è stata l’istituto di ricerche cliniche da lui stesso fondato nel 1954 a Firenze. Il centro, che dopo la prima sede di Via della Pergola fu trasferito nel 1964 nell’attuale palazzo di Piazza Indipendenza, rappresenta oggi un’eccellenza tra le strutture sanitarie in Italia, la prima per qualità, offerta di innovazione e di tecnologie, con partnership scientifiche di carattere nazionale e internazionale. Oggi, a distanza di 70 anni, Fanfani è un network di punti prelievo in continua crescita, una solida realtà di laboratorio di analisi completo ed innovativo, diagnostica per le immagini e medicina specialistica, medicina del lavoro, sport e riabilitazione, check up per il benessere della persona.

Fanfani ha plasmato la sua creatura unendo la passione per la medicina a un brillante spirito imprenditoriale, riuscendo sempre a prevedere e anticipare i tempi. Specializzato in Cardiologia e Oncologia, docente di Anatomia patologica, è stato il primo ad installare il tomografo computerizzato (TAC) di terza generazione della Toscana e tra i primi ad introdurre le Risonanze Magnetiche in Italia. Fu spinto da un modo unico di vedere e rivoluzionare l’idea di sanità: l’avanguardia strumentale e la ricerca di nuove tecnologie dovevano andare di pari passo con l’attenzione all’accoglienza e al comfort, affinché chi sceglieva il suo Istituto percepisse sicuramente il rigore professionale ma, allo stesso tempo, avesse la sensazione di trovarsi nel salotto di casa propria, circondato da quadri e opere d’arte. Così diceva: “per chi entra in una struttura sanitaria, accompagnato da un senso di apprensione, osservare un dipinto, una stampa artistica, è un mezzo efficace e più naturale per rilassarsi rispetto alla lettura di una rivista”. Sempre guidato dalla passione per la medicina e per l’arte, tra avanguardia e tradizione, appassionato di storia e di Firenze, era amico di grandi personaggi quali Renato Guttuso, Alfio Rapisardi, Oriana Fallaci. Un lungo sodalizio lo legò al cardiochirurgo sudafricano Christiaan Barnard.

Il libro è il racconto di un grande uomo e di un medico appassionato i cui insegnamenti sono oggi custoditi dalla famiglia, in particolare dai figli Stefania e Fabio. “Il paziente è al centro del sistema, è fondamentale conoscerlo. Risolvere i suoi problemi. Esaudire i suoi desideri (espressi e non espressi). Tutelare i suoi diritti. Offrendo un servizio eccellente”
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