Vittorio Mariani. In un libro la rivalutazione dell’architetto e urbanista senese

il 27/09/2010 - Redazione

Una necessaria e doverosa pubblicazione sulle opere architettoniche del senese Vittorio Mariani: una figura di architetto decisamente rivalutata in seguito allo studio approfondito di un gruppo di disegni che l’Archivio Storico Comunale di Siena, nell’anno 2006, ha ricevuto in deposito da un ente assistenziale. Il libro “Vittorio Mariani. Architetto e Urbanista” (Edizioni Polistampa) scritto a quattro mani da Maria Antonietta Rovida e Laura Vigni – ricco di fotografie, disegni e schemi - permette al lettore di comprendere l’ampio respiro dell’attività di Mariani. Quello che sembrava essere un comune architetto dell’urbanistica senese dei primi decenni del secolo scorso, si è rivelato infatti una figura di eco internazionale ed europeo.

La ricerca - Il gruppo di disegni riemerso nel 2006 ha permesso ai ricercatori universitari di chiarire molti aspetti inerenti le committenze, le vicende progettuali ed esecutive, il contesto sociale, culturale ed economico che ha influito sull’opera di Mariani. Non vengono trascurati quegli aspetti di grande cambiamento urbanistico che rigurdarono Siena e l’Italia tutta nel periodo a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Il Palazzo Postetelegrafico, il Fabbricato Viaggiatori della Stazione ferroviaria e l’Ospedale Psichiatrico San Niccolò costituiscono le realizzazioni dei progetti più importanti di Mariani in terra di Siena, oltre alla ristrutturazione della sede centrale del Monte dei Paschi, effettuata dal 1911 al 1916.

Vittorio Mariani - Le autrici presentano pure la figura di tale architetto come assessore e consigliere comunale di Siena, come interprete dei costumi sociali di una città, di una nazione e di un’epoca; come meticoloso progettista che curava le proprie opere dal primo ed approssimativo disegno in scala fino ai più minuti dettagli decorativi e di arredo. Ed ancora i grandi progetti realizzati al di fuori di Siena e dell’Italia: l’“Arredamento della Regia Ambasciata italiana a Madrid”, concorso bandito nel 1889 dal Ministero degli Affari Esteri e vinto da Vittorio Mariani in collaborazione con Nicodemo Ferri, scultore in legno. La partecipazione al “Concorso per il Palazzo della Camera e del Senato di Montevideo”, bandito dal governo dell’Uruguay nel 1904, e quella al “Concorso per il Palais de la Paix a La Haie”, bandito dalla Regina dei Paesi Bassi Wilhelmine e svoltosi tra il 1904 e il 1906. Questa di Rovida e Vigni è un’analisi puntuale e dettagliata di un personaggio illustre della città di Siena, che come molti atri, purtroppo, ha visto riconosciuti i propri meriti e il proprio valore soltanto molti anni dopo la morte.

Duccio Rossi

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