Jimenez, nell’amore “tutto l’increato mondo”

Luigi Oliveto

01/06/2017

Il poeta Juan Ramon Jimenez (1881-1958) ebbe un unico grande amore, Zenobia Camprubí, la donna della sua vita. Era il 1912, lei venticinque anni, lui 31, quando si incontrarono per la prima volta a Madrid. La famiglia Camprubí immaginava Zenobia moglie di un ricco americano. In America già si erano ben sistemati gli altri figli. Ma quando lei partirà oltreoceano, Jimenez non vuole perderla. Si imbarca su un piroscafo e la raggiunge a New York dove la sposerà il 2 marzo 1915, per non lasciarla mai. Moriranno pressoché insieme, a soli venti mesi di distanza l’uno dall’altro. Lei nell’ottobre del 1956, improvvisamente, mentre stringe tra le mani il cablogramma che annunciava a Juan l’assegnazione del premio Nobel. I giorni interminabili della traversata in piroscafo, le nozze, il soggiorno americano trovarono un loro racconto nel “Diario de poeta y mar”, una “breve guida d’amore in terra mare e cielo”, come la chiamerà l’autore. Nella poesia di Jimenez l’amore (insieme al mare) fu tema centrale, è la controforza verso le asperità della vita, la dimensione del bello e dell’immenso: “Tra i nostri petti uniti / tutto l’increato mondo”; e ancora: “Quando mentre dormi, mi chino sulla tua anima, e ascolto, col mio orecchio / sul tuo petto nudo, / il tuo cuore tranquillo, / mi sembra / di cogliere, nel suo battito profondo, / il segreto del centro del mondo”.
 
 
SOLE NELLA CABINA
 
(Vestendomi, mentre cantano,
in allegro concerto, i canarini
della cubana e del barbiere, a
un sole momentaneo)
 
Amore, rosa infiammata,
tardasti tanto a rivelarti!
La lotta ti ha guarito,
e sei ormai invincibile.
 
Sole ed acqua si mossero,
lottando in te, in un triste
trambusto di colori…
Oh giorni impossibili!
Nulla era, se non istanti,
ciò ch’era sempre. L’anima,
libera, era avvinta.
– A volte, l’arcobaleno
splendeva brevemente
come un preludio insigne… –
 
Ma il tuo bocciolo, rosa,
esitava ancora. Vivevi
come convalescente
di malattie infantili.
Petali gialli
mostravi nel tuo difficile
fiorire… Come scorresti
fiume inutile, dolore!
 
Amore, proprio di fronte al sole,
oggi, con lui competi
e non c’è fulgore ch’eguagli
il tuo vergine splendore.
Amore, sola gioventù!
Amore, forza nel suo sorgere!
 
Amore, mano disposta
ad ogni ardua impresa!
Amore, sguardo aperto,
volontà indicibile!
 
 
[Juan Ramon Jimenez, da L’amore sul mare in Poesie, trad. di Claudio Rendina, Newton Compton, 1971]
 
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Luigi Oliveto

Luigi Oliveto

Giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Insieme a Carlo Fini,  è curatore del libro di Pecchioli Chi...

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