La mia vita in standby a causa del Coronavirus

Michela S.

21/05/2020

Il tema di Michela S., studentessa dell’Istituto di Istruzione Superiore Sallustio Bandini di Siena
 
Pensandoci il nuovo anno non è iniziato a gonfie vele come tutti speravamo. Sembra quasi una specie di maledizione del ‘20, poiché ogni 100 anni si è manifestata sempre una nuova epidemia: nel 1720 la peste, nel 1820 il colera, nel 1920 l’influenza spagnola, fino ad arrivare al coronavirus! Ma sarà vero tutto ciò? Resta sempre tutto un enorme mistero. Ultimamente si sente parlare solo di COVID-19, il virus che si è diffuso a partire dalla Cina, nella città di Wuhan, fino ad arrivare addirittura nelle nostre parti. Di strada ne ha fatta tanta, non si sa nemmeno quale sia con certezza la sua origine, forse un uomo tedesco passato da Shangai, tornato in Germania e passato in Italia, causando il grandissimo caos in cui ci troviamo adesso. Questo è presente sfortunatamente anche in altri Paesi del mondo, come ad esempio in Francia, Stati Uniti, Spagna, e difatti è stata dichiarata la nuova emergenza globale.
 
Epidemia e pandemia sono due parole dal significato simile, che purtroppo, data la situazione in Italia nell’ultimo mese, dovuta al coronavirus (siglato come COVID-19), sono tornate tragicamente alla ribalta ed hanno stravolto la nostra esistenza, così come se nulla fosse. Per epidemia si intende la manifestazione della malattia infettiva, con una trasmissione diffusa del virus in un territorio più o meno vasto, che si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona ed il numero di casi aumenta rapidamente, in pochissimo tempo. Dunque, l’epidemia può essere importata e l’infezione si diffonde in una popolazione costituita da un numero di soggetti suscettibili. La pandemia, invece, è la diffusione in modo globale o comunque sia in più parti del mondo, caratterizzata da una trasmissione della maggior parte della popolazione. Dalla situazione epidemica, siamo passati purtroppo a quella pandemica, precisamente definita in Italia dall’11 marzo, a causa del virus che è entrato a far parte anche nel nostro Paese e che ci ha costretti a misure parecchio ristrettive per far in modo che non si diffonda ulteriormente e contrastare la sua trasmissione, ma anche per far sì che si torni alla normalità il più presto possibile.
 
A causa di queste, ci siamo ritrovati tutti in modo particolare scombussolati, la nostra vita non è più la stessa! Ma grazie al cielo viviamo in un Paese dove sono state prese delle misure a riguardo, grazie al nostro Governo che ha emanato i vari decreti, e cosa più importante non siamo stati lasciati da soli ad affrontare tutto ciò. Tutto il nostro territorio è stato messo in quarantena, in modo che la diffusione di questo virus diminuisca, ma ci sono persone che non la rispettano e sottovalutano la situazione, non capiscono che probabilmente arriveremo al punto di dover vedere l’esercito per strada! Sono maleducati e non pensano nemmeno al bene di loro stessi prima di tutto, menefreghisti a cui bisognerebbe far capire l’urgenza e soprattutto l’importanza di rispettare tutte le regole, per l’intero popolo.
 
Il COVID-19 ha causato anche un ulteriore grave crollo dell’economia italiana in generale, per miliardi di euro. Sono state chiuse tutte le attività commerciali (ad eccezione di quelle di generi alimentare e di beni di prima necessità), i musei, le chiese. Inoltre, sono stati sospesi anche i concorsi pubblici, rimandati tutti gli eventi di qualsiasi tipo, e anche le elezioni che si dovevano tenere il 29 marzo. Per quanto riguarda la nostra città invece è stato rimandato il Palio, che dietro ha un’organizzazione complicatissima. Senza un’autocertificazione valida è vietato allontanarsi dal proprio comune di residenza, quindi non è che siamo messi granché bene.
 
Uno dei fatti che scombussola maggiormente noi ragazzi studenti e universitari è sicuramente la chiusura delle scuole. Abbiamo cominciato a fare lezione online, chi l’avrebbe mai detto che ci saremmo ritrovati a lavorare ognuno a casa propria su piattaforme digitali, che spesso non si collegano nemmeno, date le numerose connessioni ad Internet in questi giorni molto particolari. Non è per niente facile come situazione: non riusciamo a fare interrogazioni e forse nemmeno a comprendere più di tanto le lezioni dati i numerosi problemi. Non sappiamo nemmeno se torneremo a scuola quest’anno, cosa succederà, ma soprattutto chi ha gli esami quando e in che maniera dovrà svolgerli. Nemmeno i docenti sanno cosa ci aspetterà.
 
Un altro fatto che riguarda tutti è di non riuscire a vedere o ad avere un contatto diretto con le persone a cui teniamo di più, amici o parenti. Ci limitiamo ad usare sempre smartphone, tablet, computer per avere un minimo di contatto attraverso messaggi, chiamate o videochiamate. Questo COVID-19 ci ha levato la bellissima possibilità di salutare, baciare o abbracciare le persone a cui teniamo e a cui vogliamo bene, di passare i piccoli momenti della giornata insieme. Speriamo che tutto questo finisca presto, perché è una realtà davvero molto dura da affrontare, anche se tempo fa la gente ne ha passate di peggio. Ai nostri bisnonni, per esempio è stato chiesto di andare in guerra e di sacrificare la loro vita, a noi oggi invece di restare semplicemente a casa per riuscire definitivamente a scacciare questo maledetto virus e stare meglio.
 
Premetto che inizialmente avevo dato poco peso anch’io a tutto ciò, solamente quando il virus è arrivato in Toscana, dalle mie parti, ho capito assolutamente la gravità della situazione. Vedendo che all’inizio non c’era nessun caso vicino a me e che la maggior parte dei contagi erano lontani (Lombardia e Veneto) non ci pensavo più di tanto, ma allo stesso tempo stavo in pensiero, perché immaginavo che prima o poi qualcosa di molto brutto sarebbe accaduto. Quando le cose terribili arrivano vicino a te, ma anche ai tuoi cari cominci a stare male fisicamente e mentalmente, perché ancora non sai le conseguenze che potrebbero verificarsi.
 
Sono una ragazza all’ultimo anno di superiori, a cui piace studiare e applicarsi, ma certo non adoro alzarmi la mattina presto per andare a scuola. Abituata a stare all’aria aperta e alla ricerca sempre di nuovi posti belli da visitare. Non mi sembrava quasi vero che avessero chiuso le scuole e tutti i negozi, e soprattutto musei, dato che da nemmeno un mese è uscito il bonus cultura di cui posso usufruire per visitare qualche luogo. Pazienza, spero di uscire da questa situazione e di visitare quel che voglio! Inizialmente mi sembrava quasi di essere in vacanza i primi giorni di quarantena, non mi sembrava quasi vero di non dovermi alzare alle 6 di mattina e fare i soliti quaranta minuti di autobus per andare a scuola, non ci facevo nemmeno tanto caso, ma pian piano mi son resa conto che la mia quotidianità di prima è sparita del tutto. È difficile, non vedo l’ora di tornare a scuola per prepararmi al meglio e sostenere finalmente il mio esame di maturità, per poter inseguire il mio sogno nel mondo del lavoro. Non vedo l’ora di rivedere tutti i miei parenti e i miei amici per passarci del tempo insieme giusto per fare due chiacchere, divertirmi e stare bene. Come non vedo l’ora che tutto il mio Paese stia bene e possa tornare alla normalità! Voglio vedere i sorrisi della gente, voglio vedere tutti fieri di quel che abbiamo fatto, semplicemente rispettando la regole che ci sono state imposte dai vari decreti, ma per fare questo tutti dobbiamo avere consapevolezza di quel che stiamo facendo.
 
Sappiamo che è dura, siamo spaesati dato che una situazione del genere non era mai successa, ma stando a casa ho imparato anche ad apprezzare di più ciò che ho attorno a me, addirittura le piccole cose e a sfruttare il tempo libero: ho ripreso a suonare la mia amata chitarra, a leggere, ho cominciato a prepararmi per il concorso per entrare in Guardia di Finanza, che non so purtroppo quando farò, e ad apprezzare di più i miei genitori e mia sorella, gli unici contatti che ho e ringrazio loro per non essere da sola. Anche sentire semplicemente i professori contenti di sentirci, di interagire con noi è una cosa stupenda, nonostante tutte le difficoltà, fa spuntare un sorriso e fa passare il tempo che a volte sembra non passare mai. Tutti insieme ce la faremo ad uscirne, l’importante è essere consapevoli delle nostre azioni. Trasgredendo le regole si rischia di ricevere una gravissima sanzione, che ricade oltretutto nella fedina penale, cosa che penso non faccia piacere a nessuno, e inoltre nessuno vuole continuare a stare in casa propria e vedere notizie orribili sui migliaia di morti.
 
Purtroppo mi viene spontaneo pensare che la situazione sia paragonata a quella dell’11 Settembre 2001, il 2020 sarà un anno ricordato per il virus che ha causato molte vittime e questa tragedia sarà prossimamente riportata anche sui libri di storia, in modo da insegnare a tutti, adulti e bambini. Sono trascorsi quarantotto giorni dall’inizio della quarantena, pare che i risultati siano stati raggiunti visto che ci stiamo avvicinando all’obiettivo che gli scienziati si erano prefissati per chiudere la prima fase dell’emergenza, ovvero R con zero inferiore a 1. Il mio augurio è di stare tutti bene in salute e di ritornare alla normalità! E come dice l’hashtag di questi giorni:  #tuttoandràbene.
 
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