Nuova Libreria, a Grosseto un’isola di pace fondata sull’amore per i libri e il desiderio di conoscenza

Serena Bedini

01/10/2019

Oggi sono a Grosseto e vado a intervistare una libraia che ha cominciato molti anni fa la sua attività ed oggi ha una libreria ormai diventata storica per la città. Parlo della Nuova Libreria di Grosseto che, a dispetto del nome, è stata aperta nel 1986. Il Viale dei Mille è ampio e trafficato, ma la Nuova Libreria si annuncia a distanza, con le sue tende rosse e i libri esposti in bella mostra nelle vetrine. Un’isola di pace che c’è sempre stata e che mostra, nonostante il passare degli anni, quanto possano fare l’amore per i libri e il desiderio di conoscenza. Maria Grazia Bernardini mi aspetta all’interno e sono un po’ emozionata all’idea di parlare con una libraia che questo lavoro ha cominciato a farlo quando i social network non esistevano, quando gli store online non erano nemmeno immaginabili e quando scrivere un libro era un mestiere per pochi.
 
Signora Maria Grazia, ho letto che la Nuova Libreria è stata aperta nel 1986. Com’è cominciato tutto?
Io faccio la libraia da 55 anni. Sono stata commessa in libreria a Grosseto per venti anni, poi decisi di aprire una libreria tutta mia e così nacque la Nuova Libreria.
 
Com’era fare il mestiere di libraio nel 1986 o prima?
Era molto diverso da oggi. Le persone che venivano in libreria erano molto colte, erano studiosi o persone mosse dal desiderio di leggere qualcosa di elevato, di bello, di profondo. Gli scaffali delle librerie ospitavano quasi l’intero catalogo dei grandi editori e non c’era, come oggi, la corsa all’ultima uscita. I libri non venivano dimenticati dopo un anno dalla pubblicazione, ma erano opere che restavano a lungo e si potevano richiedere anche a distanza di anni, a dimostrazione del fatto che il loro contenuto era profondo e ben congegnato. Fare il libraio allora significava fare un lavoro molto considerato e venivamo trattati con rispetto e attenzione. Oggi è tutto diverso.
 
Internet ha cambiato il mondo, così come ha profondamente sconvolto mestieri come quelli dei librai. Secondo lei, ci sono solo aspetti negativi nell’uso massivo della Rete?
No, indubbiamente no. Ad esempio, oggi è molto più veloce una ricerca bibliografica rispetto ad allora e anche in negozio, grazie al computer e alle banche dati, è più semplice rintracciare un volume. Se un cliente chiede un’informazione bibliografica, grazie a Internet in pochi istanti si arriva a dargli una risposta… anche se, un tempo non era diverso. C’erano i cataloghi cartacei e, sapendoli consultare, si poteva dare le risposte desiderate in pochi istanti anche allora. Ovviamente si trattava di apprendere un mestiere, mentre oggi con la Rete tutto è cambiato…
 
La sua libreria che tipo di libri predilige?
Abbiamo ogni tipo di libro: dalle ultime uscite alle opere di anni fa, perché una libreria deve avere un’offerta il più possibile ampia. Curiamo anche il settore scolastico che è complesso e richiede molto tempo.
 
Come può una libreria diventare un punto di riferimento per la città e restare tale per così tanto tempo?
Beh… Grosseto è una città piccola ed io sono molto conosciuta. La mia libreria c’è sempre stata e devo dire che è nota anche agli editori di Milano, così come di Roma o di tutta Italia. Il fatto è che il mestiere di libraio ha in sé una sua psicologia, un modo di proporsi al pubblico che consente di ottenerne la fiducia.
 
Come si fa a ottenere la fiducia del pubblico?
La si ottiene dando buoni consigli, offrendo un aiuto concreto nella ricerca di un volume, anche quando il cliente non si ricorda l’autore o il titolo. Il libraio non deve leggere tutto, ma deve sembrare che abbia letto tutto e quindi è fondamentale tenersi aggiornati. Il suo modo di porsi nei confronti del cliente, l’attenzione che gli dedica sono poi assolutamente centrali.
 
Quali sono i suoi metodi per promuoversi? Usa i social network?
No, non io, ma i ragazzi che lavorano in negozio sanno usare i social network e vedo che promuovono la libreria anche lì. Il mio metodo di promozione è fare seriamente il mio lavoro come ho sempre fatto: la fiducia dei clienti premia e permette di essere conosciuti.
 
Quali libri consiglierebbe ai nostri lettori?
Attualmente sto leggendo la saga dei Cazalet (Fazi Editore) e la trovo molto piacevole. Poi adoro le biografie: recentemente è stata ripubblicata da Bompiani Maria Stuarda di Stefan Zweig. E infine, un consiglio che do sempre quando un cliente non ama leggere o non sa cosa scegliere è la lettura di Shantaram di Gregory David Roberts (Neri Pozza Editore). Inizialmente si spaventano tutti per la mole del libro, ma poi tornano entusiasti e mi ringraziano del consiglio.
 
Qual è il suo sogno di libraia?
Vorrei che il libro continuasse a esistere per sempre.
 
La saluto e la ringrazio: sono rimasta colpita da Maria Grazia Bernardini, così semplice e cortese nei modi da affascinarmi per la sua cultura e per il suo spessore umano.
 
Nuova Libreria
Via dei Mille, 6A, 58100 Grosseto GR
0564 22284
nuovalibreriagrosseto@virgilio.it
https://www.facebook.com/nuovalibreriagrosseto/
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Serena Bedini

Serena Bedini
Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura contemporanea (Firenze, Nardini Editore). Suoi interventi appaiono su Qui-Libri – La rivista di chi legge (Milano, La Vita Felice Editrice), Espoarte (Savona), Rassegna della Letteratura Italiana (Le Lettere, Firenze), La casa dei doganieri (Firenze), Fronesis (Firenze) e il Bollettino ITALS dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha vinto il XXX, XXXI e XXXIII Premio Letterario Nazionale "Il Portone" (Pisa) nella sezione racconto. Ha pubblicato i seguenti libri: Storie di Firenze (Odoya, 2019), Il club dei presunti astemi (Betti editrice, 2018),...
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