Tombolo e Prospero alla Fiera di Francoforte

Fabio Marazzoli

29/04/2020

Uno
La notizia era giunta inaspettata e aveva sconvolto il tranquillo trantran quotidiano dell'investigatore Marino Tombolo e del suo aiutante ombra Prospero Buontempo, cuoco a domicilio della pluri-premiata ditta Shangai Cuki Express "Ti cucino per le feste". A portargliela era stato lo stesso Buontempo che l'aveva ricevuta tramite e-mail e che immediatamente a mezza mattina si era catapultato in agenzia per riferirgliela.
 
«Marino, siamo stati convocati a Francoforte!» quasi urlò, in piena eccitazione, spalancando la porta a vetri dell'ufficio di Tombolo.
«Prospero, calma e gesso! Di che diamine stai parlando? A Francoforte? A fare cosa?» chiese imperturbabile, senza un filo di emozione, continuando a spulciare un faldone ciucciando un chupa chups al melon-soda.
«Ma non ti è arrivato nulla per posta?» «Non lo so, quello che ho trovato nella cassetta dell'agenzia è ancora lì da aprire.»
«Ci dovrebbe essere una lettera spedita dalla LFA di Caivano in provincia di Napoli.»
«La chi?»
«Cazzaròla, Marino, ma che sei rincoglionito! La LFA è la Casa Editrice che pubblica quei gialli tremendi e tenebrosi dove ci siamo noi due!» «Già quei gialletti di storielle di mare scritti da quel bancario di Firenze, che si chiama…, si chiama Mazzaroli.»
«Marazzoli, si chiama, Marazzoli.»
«Si chiami come si chiami, a me non sta per niente simpatico.»
«E perché, Marino? Per me è un gran simpaticone, schietto, sincero e sempre con la battuta pronta.»
«Ma se si facesse un po' gli affari suoi invece degli affari nostri? Riprende pari pari tutto quello che facciamo, si informa bene bene di tutte le nostre vicende, che poi sono quelle riservatissime della mia agenzia investigativa, e poi che fa?»
 
«Che fa?» «Prospero, è una domanda retorica! Che fa?»
«…»
«Ci ricama sopra e ci tira fuori quei gialletti con quelle storielle squinternate che non hanno niente a che fare con quelle della mia agenzia.»
«Marino, qui sbagli in pieno. A me hanno detto che sono dei gialli molti avvincenti e intrigati.»
«Sarà…»
«E poi ci ha descritto molto bene. Nei gialli facciamo un figurone, meglio che nella vera vita privata. Siamo piaciuti talmente tanto che la Casa Editrice ci ha selezionato, testuali parole della comunicazione della LFA, per essere presenti alla Fiera del libro di Francoforte dal 16 al 20 ottobre prossimi. E tutto a gratis, pagato dalla LFA!» «Gratis?» «Gratis, gratis! E ci mandano pure macchina, autista e accompagnatrice!»
«Pure l'accompagnatrice? Io non la voglio! Calma e gesso, Prospero! Per ora non ho bisogno di nessun accompagnamento. Rossella mi basta e mi avanza.» «Ma che dici, Marino? L'accompagnatrice è la persona che ci farà da anfitriona alla Fiera. È una sorta di ambasciatrice della LFA in 7 Germania. Si tratta di una signorina della redazione editoriale, così c'è scritto nella comunicazione, che si chiama Anna, dottoressa Anna per la precisione.»
«Anna? Anna come?»
«Non c'è scritto il cognome per la privacy. Non lo sai che oggi è così?!»
«Già, è vero. Però c'è un però, come diresti tu.» «Quale però?» «Però di noi due quel Mazzaroli nei suoi gialletti ci scrive il nome e il cognome mio e tuo, per non parlare di tutti gli altri…»
«Che vuoi che sia, Marino. Intanto ci fanno pubblicità e io ho molti clienti più di prima.»
«E poi con Rossella come la metto? Glielo dici te che faccio il viaggio con questa Anna?»

I due mentre parlavano concitatamente non si erano accorti del rumore dei passi di due persone, un uomo truce basso e tarchiato con gli occhiali da sole in un completo blu notte e una donna graziosa di poco più alta dalle linee morbide extra-large in un elegante tailleur color crema, che erano entrati nell'agenzia. La signorina in tailleur bussò delicatamente e poi spinse la porta a vetri dell'ufficio che comunque era aperta.
«Se vuole, dottor Tombolo, glielo posso dire io. Buongiorno, permette che mi presenti, sono Anna della LFA Publisher. È un grande piacere incontrarla, dottor Tombolo. Sono veramente emozionata di essere qui nella sua agenzia, nel cuore delle sue investigazioni, che quasi non mi sembra vero.»
Tombolo rimase colpito dalla grazia e dalla gentilezza della signorina napoletana. Si alzò di scatto dalla sedia e le strinse la mano. Pensava fra sé che era molto più simpatica l'ambasciatrice della LFA 8 di quel bancario ficcanaso fiorentino del Mazzaroli o come si chiamasse. «Il piacere è tutto mio, dottoressa Anna. Io però non sono dottore, ma lo è la mia fidanzata Rossella che in questi giorni non è in paese perché è andata a un certo convegno medico proprio a Napoli, guarda caso.» Poi la dottoressa Anna si rivolse a Prospero.
«Chef Buontempo, è un grande onore conoscere il miglior cuoco della costa toscana. Mi aspetto da lei una bella Margherita cucinata con le sue mani, ci conto. Tanto, prima di partire per Francoforte, abbiamo tutto il tempo per conoscerci meglio.» Prospero era al settimo cielo per il complimento ricevuto. «Dottoressa Anna, sarà un mio piacere esclusivo servirla della migliore Margherita che possa fare e che d'ora in poi sarà fra le mie specialità piatto forte della casa.»

«Chef Buontempo, non mi parli di mangiare che siamo in viaggio da stamattina presto e non abbiamo fatto quasi colazione con Gennaro che aveva fretta d'arrivare per gustare le specialità di mare di quel ristorantino dove va il dottor Tombolo con la sua fidanzata.»
«È quasi mezzogiorno, dottoressa Anna. Ci organizziamo, fissiamo il tavolo e poi verso l'una andiamo alla trattoria Il Palombaro.»
L'uomo truce e tarchiato, l'autista della LFA, a sentire il nome del ristorantino gli era venuta una fame da lupo e s'intromise.
«Buongiorno, a tutti quanti. Permettete che mi presenti, sono Gennaro. Sono l'autista della qui presente dottoressa Anna e che avrò l'onore di portarvi a Milano per poi prendere l'aereo che ci porta tutti quanti a Francoforte. Per me, se permettete, una doppia porzione di tagliatelline Costa d’Argento con calamaretti, seppie, gamberi, vongole con pomodoro fresco, come quelle che mangiate voi. Sono stato preciso, Chef Buontempi?»
«Preciso, certo. Ma mi chiamo Buontempo, non Buontempi, cazzaròla!»
«Che volete che sia, Buontempi. Ci siamo capiti, no? Voi che dite, dottor Tomboli? Anche per voi una doppia di tagliatelline?»
«Calma e gesso, signor Gennaro! Ognuno al proprio posto e ognuno le proprie porzioni. E poi non sono Tomboli, sono Tombolo!»

La dottoressa Anna s'inserì garbatamente nella discussione che poteva prendere una brutta piega.
«Gennà, ma ve lo devo ripetere sempre, sempre proprio. Voi siete l'autista e dovete pensare all'automobile, solo all'automobile proprio. Ai personaggi importanti ci devo pensare io. Non dovete sfruculiare le persone importanti che accompagnate. Altrimenti, ve la vedete con Lello. Vabbuò?»
«Vabbuò, dottorè. A Lello, no. Mi fareste un dispiacere, un dispiacere proprio. Faccio come dite voi» e si allontanò dall'ufficio come un cane bastonato. Tombolo si avvicinò a Buontempo e gli fece segno che gli doveva dire qualcosa nell'orecchio.
«E questo Lello chi è?»
«Sarà il capo degli autisti della LFA.»
 
In allegato il resto del racconto, che rientra nell'iniziativa di Toscanalibri.it "Racconti di scrittori toscani per i giorni del Coronavirus" | Il racconto è scaricabile in formato pdf ed è gratuito con l’invito a contribuire con una donazione libera a sostegno del lavoro dei medici e degli infermieri dell’Ospedale AOU Careggi di Firenze.
 

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Fabio Marazzoli

è nato a Firenze nel 1961. E’ laureato in Scienze Agrarie e dal 1990 lavora a Siena come informatico per un importante gruppo bancario senese. Scrive a Poggibonsi, in provincia di Siena, dove vive dal 1991 con la sua famiglia. Volumi già pubblicati: “Dentro un vicolo cieco” (Lalli - 2007) e “Omicidio sotto il sole” (Lalli – 2008). In questo periodo sta lavorando al secondo romanzo giallo e alla seconda inchiesta del commissario Cantagallo.

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