L'Italia fatta in casa. Alesina e Ichino svelano la vera ricchezza degli italiani

il 22/04/2010 - Redazione

Comitati per le pari opportunità da costituirsi dentro le mura domestiche e una tassazione inferiore per il lavoro femminile rispetto a quello maschile. Con queste due proposte provocatorie e scioccanti si è conclusa a Firenze la presentazione del libro “L’Italia fatta in casa" (Mondadori) di Alberto Alesina e Andrea Ichino. Con gli autori erano presenti anche Franca Alevich, sociologa del lavoro e preside della facoltà di Scienze Politiche all’Università di Firenze, e i senatori Enrico Morando e Massimo Livi Bacci.

Docente di economia a Bologna, Andrea Ichino ha introdotto l’incontro con l’auspicio che il suo libro sia in grado di suscitare “un dibattito interessante sulla gestione del welfare, della famiglia e delle politiche sociali in Italia”. L’Italia fatta in casa, indagine sulla vera ricchezza degli italiani, parte dall’analisi della famiglia italiana e di come questa produca tanti beni e servizi che, pur non rientrando nel Pil, contribuiscono egualmente a produrre ricchezza.

Ma perché la famiglia è il fulcro del dibattito? Essenzialmente perché gli italiani, in particolare le donne, dedicano buona parte del loro tempo alla gestione della casa, assistenza dei figli, cura per gli anziani, facendo sì che si possa parlare di un modello di welfare fatto in casa, cioè tra le mura domestiche. Ma tutto questo ha i suoi pro e contro. Infatti, questo sistema crea conseguenze non sempre desiderabili per i rapporti tra donne e uomini, per la creazione del capitale sociale, per il sistema educativo, per il mercato del lavoro e per la struttura del welfare state.

Il libro sottolinea come il nostro sistema di produzione sia per certi versi anomalo rispetto a quello degli altri paesi europei e, in generale, agli Stati dalle economie più avanzate. In Italia, infatti, la famiglia è il cuore pulsante, “una formidabile unità produttiva, erogatrice di servizi ed al tempo stesso Piovra che, tra le sue spire, soffoca il Paese in un’immobilità sociale ed in una diffidenza verso tutto ciò che sta fuori dalle mura di casa che frenano lo sviluppo”.

Tra i temi toccati anche la differenza di genere, analizzata da molteplici punti di vista, con l’Italia che ha il tasso di occupazione femminile al 45%), ancora lontano dalle percentuali europee e da quanto previsto dal Trattato di Lisbona che prevede il 60% entro il 2010; e la non equilibrata divisione dei compiti domestici tra marito e moglie che comporta il perpetuarsi della disuguaglianza tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Con la proposta provocatoria, appunto, che i Comitati per le pari opportunità debbano essere costituiti dentro casa e non fuori; e con il suggerimento alla politica di introdurre delle misure per tassare il lavoro femminile in misura inferiore di quello maschile. Il testo, che sicuramente è destinato a rimanere nel tempo come studio serio e documentato delle tante economie che si realizzano tra le pareti domestiche, ha anche il grande pregio di proporre un linguaggio semplice e divertente, adatto non solo per gli addetti ai lavori.

Chiara Masini

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