Chi semina amore, raccoglie felicità. Intervista a Tommaso Turchi, autore del libro “Il Balconorto”

Firenze il 20/09/2019 - di Serena Bedini
L’ascensore si apre e davanti a me ecco che si presenta Tommaso Turchi, l’autore del libro “Il Balconorto”, edito dalla LEF nella collana Quaderni d’Ontignano, un caso editoriale visto il notevole numero di interviste da testate e tv locali e nazionali che ha ricevuto. Mi trovo a Palazzo Pucci e ho chiesto espressamente un’intervista dopo essermi imbattuta per caso in questo volume agile e ben scritto, un autentico scrigno di tesori per chi, come me, ama le piante e non sa come rendere il proprio balcone anche un ottimo spazio per coltivare un orto urbano. Tommaso Turchi riesce a spiegare con parole semplici e molto buon senso l’arte della coltivazione di melanzane, peperoni, meloni, angurie e chi più ne ha più ne metta e la pubblicazione è ulteriormente ingentilita dalle belle illustrazioni a colori, realizzate per l’occasione dall’artista Lucia Simeone. Tommaso mi propone una visita alle terrazze di Palazzo Pucci, di cui è giardiniere, e lì, all’ombra del Cupolone, tra fiori di cipolla e piante antiche, rigogliose e profumate grazie alle sue sapienti cure, iniziamo a parlare del suo libro e della sua vita.
 
Tommaso, quando nasce il volume Il Balconorto?
È nato nel 2014…
 
Nel 2014? Ed è stato pubblicato nel 2018? Non hai trovato subito un editore che volesse pubblicarlo?
No, al contrario. Il Balconorto è nato nel 2014 e fin da subito lo proposi a Giannozzo Pucci per pubblicarlo con LEF, una casa editrice che ho sempre amato per la sua storia e per l’alto livello dei suoi autori, ma prima di arrivare a scriverlo ci sono voluti quattro anni perché è il frutto delle mie esperienze, delle mie sperimentazioni, della coltivazione dei numerosi semi di piante antiche o provenienti dai miei viaggi. Tutto quello che è scritto nel mio volume è frutto della mia personale esperienza e in effetti molte informazioni non sono reperibili da nessuna parte, ma sono solo quanto io stesso ho appreso e compreso coltivando proprio qui, sulle terrazze di Palazzo Pucci e, prima ancora, sul balcone di casa mia, da cui in effetti è iniziato tutto. È un classico balcone cittadino di 7 metri per 1 metro, dove ho coltivato patate, mais, sesamo, cavoli, arachidi… i primi esperimenti, insomma.
 
Quindi, questo che vedo, è un esempio di orto sinergico?
Esattamente. Le piante si aiutano tra loro: vicendevolmente tengono lontani i parassiti, richiamano gli insetti buoni per l’impollinazione, permettono l’una all’altra di crescere al meglio. Via via che cambio la tipologia di piante, cerco di ricostituire un ambiente che sia perfettamente consono alla vita di ciascuna specie. Qui non c’è traccia di diserbanti, concimi o agenti chimici di sorta. Qualunque cosa si può assaggiare o mangiare senza rischio per la salute.
 
La tua esperienza, è ben desumibile dalle pagine di Balconorto, dimostra che oltre a sapere i segreti della coltivazione di un enorme numero di piante, le specie e le caratteristiche, conosci anche nozioni storiche che le contraddistinguono … come fai?
Molti mi dicono che io memorizzo solo quello che mi interessa. Il fatto è che la passione ti fa ricordare moltissime informazioni, molte più di quante tu stesso possa immaginare.
 
Una passione che nutri da molto tempo…
Sì, è stata mia nonna a insegnarmi come piantare un seme e via via nel tempo, l’amore per la terra mi ha sempre seguito e mi ha sostenuto nei momenti difficili della mia vita, portandomi a cambiare completamente i miei progetti a seguito di una parentesi dolorosa e complessa. Oggi sono un ortista a tempo pieno, insegno a giovani interessati questo mestiere in modo ecocompatibile e cerco di cambiare il mondo con la mia associazione Seed Vicious.
 
Cambiare il mondo?
Beh… Il Balconorto, ossia la coltivazione di un orto sinergico da balcone, non è solo un libro ma è un progetto di vita. Se tutti imparassimo a coltivare in modo sicuro, senza bisogno di agenti chimici e dessimo di nuovo valore all’agrobiodiversità attraverso il recupero dei semi antichi e della varietà delle specie, tutti riusciremmo a vivere meglio e in modo più sano. Seed vicious è un’associazione internazionale che promuove lo scambio di semi: partecipiamo a numerosi eventi dove è possibile portare le proprie varietà prendendone altre e associarsi. Inoltre sto mettendo in essere in varie librerie e biblioteche di Firenze per il momento, ma spero presto di tante altre città del mondo, delle semiteche, ossia dei piccoli punti in cui è possibile prendere dei semi gratuitamente e iniziare così a coltivare il proprio orto da balcone.
 
Questo significa seminare speranza! Un’ultima domanda: perché, secondo te, oggi si è persa la conoscenza delle varietà, si è insomma dimenticata l’importanza dell’agrobiodiversità?
Per questioni di interesse, di praticità, di omologazione che sono ovviamente da combattere credendo nelle proprie idee, portandole avanti con coraggio e coltivando il proprio balconorto con regole semplici come quelle che scrivo per vivere nel rispetto della natura e accoglierne i doni preziosi.
 
Info - Associazione di Promozione Sociale Seed Vicious, via delle Selve 10, 50018 Scandicci (Firenze)
seedvicious.mail@gmail.com | www.facebook.com/Follow.Seed.Vicious/
 
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Serena Bedini

Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura... Vai alla scheda autore >

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