Come naufraghi su un’isola sperduta. Voices in a bottle, la web app per combattere la solitudine

Firenze il 06/04/2020 - di Serena Bedini
Ci sentiamo al telefono io e Andrea Gozzi, musicista e musicologo, autore di saggi sul rock (Il Foglio Editore e Ouverture Edizioni), docente di Sound Design alla LABA di Firenze e socio di Temporeale e di Mezzoforte, artista internazionale che lavora tra Italia, Francia e Canada. La sua voce mi raggiunge attraverso il microfono e mi fa ricordare quante volte ci siamo incontrati, abbiamo chiacchierato all’accademia dove entrambi lavoriamo, ci siamo scambiati informazioni e consigli sul gruppo di allievi del II anno di Graphic Design & Multimedia che entrambi seguiamo. Mi sembrano lontanissimi quei momenti, ma la sua voce ha il potere di rievocarli e di portarli al presente che vivo, come tutti, tra queste mura domestiche, rifugio e insieme isola in un oceano di paura, fake news, mascherine protettive, decreti, silenzio. È proprio dalla riflessione per cui il nostro quotidiano è molto più silenzioso del nostro passato che nasce la bella iniziativa di Mezzoforte, la web app Voices in a bottle. Ho rivolto ad Andrea qualche domanda per saperne di più.
 
Andrea, che cos’è e come nasce l’idea di Voices in a bottle?
Nasce all’indomani dell’inizio del lockdown, quando io e lo staff di Mezzoforte - composto da Marco Liuni, ricercatore all’IRCAM di Parigi e manager di Mezzoforte, Stefano Gervasoni, compositore e docente di composizione al conservatorio di Parigi, Alberto Battocchi, tecnico del suono per il cinema in studio e dal vivo, per Francesco Cretti addetto allo sviluppo software per web, audio e multimedia di Torino - ci siamo confrontati e abbiamo capito che un modo per combattere la solitudine e dare sfogo alla necessità di esprimersi poteva essere quello di registrare messaggi da lanciare nello spazio infinito del web, così da riempire quell’assordante silenzio che ci circondava. E così abbiamo pensato che la voce, lo strumento meraviglioso che quasi tutti possediamo, poteva suonare accordi ricchi di significato per altre persone sperdute come noi in questa condizione di isolamento forzato.
 
Voices in a bottle come messaggi nella bottiglia: siamo tutti naufraghi in questo momento…?
Sì, noi crediamo così e, proprio perché “nessun uomo è un’isola”, manca il rumore, tutto umano, di voci e risate, quello che ci accoglieva ogni giorno, un tempo a noi indifferente per la sua normalità, oggi prezioso e irraggiungibile.
 
Come funziona Voices in a bottle?
È semplicissimo. Basta connettersi al sito https://voicesinabottle.mezzoforte.design/ e ascoltare il messaggio che in modalità random viene proposto dal sistema; subito dopo viene data la possibilità di registrare il proprio per una durata massima di 40 secondi, poi riascoltarlo e quindi inviarlo. Nel momento in cui si fa clic sulla parola “send” si sente il suono della bottiglia gettata nell’acqua.  Si tratta ovviamente di una bottiglia virtuale, che consegnerà il nostro messaggio a qualcuno a noi sconosciuto ma prossimo, in quanto come noi costretto ad affrontare l’emergenza COVID-19 con il distanziamento sociale e l’isolamento. La voce e le parole scelte nel nostro messaggio saranno allora di conforto a qualche altro naufrago, sperso nel mare di solitudine e silenzio. Inoltre, tramite Voices in a bottle è possibile compiere un gesto di solidarietà in favore dei reparti di terapia intensiva in Italia, sostenendo l’iniziativa unitaria del Credito cooperativo #Terapie intensive contro il virus (https://www.gofundme.com/f/fbt8dn-sosteniamo-le-terapie-intensive).
 
Perché degli audio e non dei video?
Perché la voce, più di qualunque altra parte di noi, è qualcosa di inimitabile: ha un timbro specifico che la differenzia da tutte le altre, è il riflesso della nostra identità, non può essere “omologata” né resa simile ad altre, come spesso succede con l’aspetto fisico. È, in altre parole, la nostra “impronta acustica” perché esprime noi stessi: non è un caso se il ritmo dell’eloquio, la pronuncia, le inflessioni dialettali e il lessico scelto restituiscono intatti il nostro pensiero e la nostra personalità.
 
E dunque perché aspettare? Ascoltiamo il messaggio che qualcuno - chissà dove - ci ha dedicato e registriamo il nostro: parliamo di noi, di come affrontiamo questo momento, esprimiamo le nostre emozioni e stiamo vicini ora che per forza dobbiamo stare lontani.
 
Per saperne di più, il teaser realizzato da Mezzoforte per Voices in a bottle:
https://www.facebook.com/watch/?v=265581657782783
 
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Serena Bedini

Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura... Vai alla scheda autore >

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