Come Pagine Bianche. Il racconto della migrazione al centro della prima giornata del Premio Pieve

Pieve Santo Stefano il 17/09/2020 - Redazione
Al via domani venerdì 18 settembre il Premio Pieve 2020. La prima giornata di questa 36esima edizione sarà interamente dedicata al racconto della migrazione, ai suoi testimoni, ai sui cronisti, nel corso dei due incontri con i narratori e vincitori del concorso DiMMi-Diari Multimediali Migranti, la performance video Strappi di Andrea Biagiotti, il monologo teatrale L’abisso del regista e interprete Davide Enia, la mostra di diari tradotti in immagini disegnami. E la migrazione, la controinformazione, le campagne d’odio contro i migranti e le Ong operanti nel Mediterraneo, saranno al centro dell’incontro con la reporter di “Internazionale” Annalisa Camilli, vincitrice a pieno titolo del Premio Tutino Giornalista ispirato ai valori del fondatore dell’Archivio dei diari. Il Premio Tutino Giornalista sarà consegnato da Gloria Argelés e Loredana Damian alle ore 18, al termine di un incontro in cui la giornalista dialogherà con lo storico Alessandro Triulzi.
 
Con i suoi articoli Annalisa Camilli ha contribuito alla demistificazione delle campagne d’odio più violente contro i migranti e contro le Organizzazioni non governative impegnate nel Mediterraneo. “La legge del mare. Cronache di soccorsi nel Mediterraneo” (Rizzoli), è il suo ultimo libro, solo una tappa di un lavoro svolto con parole libere dai molti condizionamenti che il contesto politico ha generato nel nostro Paese: "Ogni volta che sono tornata da un viaggio, ogni volta che ho finito di scrivere un articolo, ogni volta che ho provato a riportare soprattutto il punto di vista delle persone che hanno subìto gli effetti di certe politiche, mi sono dovuta scontrare con una serie di bugie, di false notizie, di teorie del complotto, di propaganda mascherata da controinformazione" ha raccontato la giornalista in un articolo apparso su “Internazionale” nel 2019. "Fare cronaca, anche in maniera a volte didascalica e severa, può avere tuttavia un’importante carica demistificatrice. Occorre mettere in fila gli avvenimenti, raccontare di nuovo la storia dal principio per tenerne traccia, perché non ci sia nessuno che tra qualche tempo possa dire di non aver capito cosa stava succedendo".

Camilli è nata a Roma nel 1980. Ha lavorato per l'Associated Press e per Rai News 24 prima di approdare, nel 2007, alla rivista “Internazionale” dove si occupa dell’attualità italiana e in particolare di immigrazione. Dal 2014 segue i migranti in viaggio per e attraverso l’Europa, raccontando le loro storie e gli episodi più gravi di razzismo in Italia, dalla tentata strage di Macerata all’omicidio di Firenze. Nel 2017 ha vinto l'Anna Lindh Mediterranean Journalist Award per l'inchiesta La barca senza nome.
 
Gli altri appuntamenti in programma venerdì 18 settembre - Si comincia alle 10 con la performance-video Strappi a cura di Andrea Biagiotti, anche interprete con Donatella Allegro, Tommaso Caperdoni, Amina Kovacevich. Il lavoro è ispirato alle testimonianze raccolte ne Il confine tra noi. Storie migranti (Terre di mezzo), raccolta dei racconti premiati al concorso DiMMi 2019. Questo volume sarà presentato alle 11 da Michele Colucci, Patrizia Di Luca, Talatou Clémentine Pacmogda, Alessandro Triulzi. Seguono la presentazione dei vincitori della quinta edizione del concorso DiMMi, con interventi di Gaia Colombo, Antonio Damasco, Sara Gatteschi, Paolo Masini, Paule Roberta Yao; alle 21.45 il monologo teatrale L’abisso, di e con Davide Enia, racconto urgente della tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo. Affianca il concorso DiMMi l’esposizione disegnami, a cura di Giovanni Cocco, Lorenzo Marcolin, Barnaba Salvador. Sedici testimonianze tradotte con il linguaggio universale del disegno, nell’augurio di poter avviare un proficuo dialogo interculturale.
 
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