Da Firenze a Pisa, sempre più librerie indipendenti spediscono a casa. E non mancano i consigli

Firenze il 09/04/2020 - di Ivana Zuliani
I librai di Rinascita, a Sesto Fiorentino, insieme ai volumi inviano ai clienti un segnalibro con i colori dell’arcobaleno, le loro caricature (opportunamente distanziate) e la scritta: Ce la faremo! Un messaggio di speranza che viaggia nascosto tra le pagine, dagli scaffali alle case dei lettori. I libri non sono catalogati tra i «beni di prima necessità», ma per molti soprattutto in questo periodo sono essenziali. Così sempre più librerie indipendenti, anche se chiuse, si organizzano per spedire i titoli a domicilio e pubblicare sui social consigli di lettura, recensioni, reading e incontri con gli autori. Alcuni aderiscono all’iniziativa Libri d’asporto, di NW Consulenza e Marketing Editoriale, altri fanno da soli.

A Firenze la Piccola Farmacia Letteraria spedisce in tutta Italia titoli scaccia-tristezza, accompagnati dal bugiardino con indicazioni, posologia ed effetti collaterali. «Le persone cercano libri divertenti per svagarsi, per staccare la testa» spiega Elena Molini. Lei consiglia Zia Mame di Patrick Dennis, «con una protagonista eccentrica che strappa sempre una risata», A volte ritorno di John Niven, «un ottimo passatempo», e Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo, alle prese con «piccole sfide di tutti i giorni». Todo Modo ha lanciato «Todo Domo»: i libri possono arrivare a casa anche accompagnati da una bottiglia di vino, marmellata e latte fresco, grazie alla collaborazione con il panificio S.forno. In più sul canale Instagram e Facebook vanno in onda rubriche libresche e stories gag.

La libreria Leggermente invece si appoggia a una vicina edicola, Edicolandia in viale Talenti, per andare incontro ai lettori: tra le richieste, volumi per bambini e testi di preparazione ai concorsi. Alla libreria Mucho Mojo i clienti ordinano romanzi appassionanti per evadere e passare il tempo. A loro il librario Mauro Falciani consiglia la trilogia Yeruldelgger di Ian Manook: «È un noir ambientato in Mongolia, un posto di cui non sentiamo notizie, è perfetto perché è esotico». In alternativa i romanzi di Tarquin Hall dedicati al detective Vish Puri, «raffinati, divertenti e felici» oppure l’autobiografia di Sam Millar On the Brinks: «La sua quarantena è durata 8 anni in condizioni proibitive: possiamo accettare la nostra».

Tatatà, nell’Oltrarno, ha prestato la sua «ciclolibreria» che di solito porta i libri nei giardini della città alla cooperativa CycloLogica, che effettua consegne a domicilio: in cambio, tra spesa e farmaci, i ciclocorrieri consegnano i libri a chi ne fa richiesta. Hanno appena attivato il servizio a domicilio anche le titolari di Nani Pittori. «Eravamo un po’ indecise, ma pensiamo che anche questo sia un piccolo gesto di “cura” importante per tutti in questo momento». Inoltre propongono letture col teatrino di carta Kamishibai, attività per bambini da fare a casa, storie da guardare. Spediscono a casa anche Lib Lab di Sesto Fiorentino, che ha creato un catalogo on line «ioleggoacasa», Les Bouquinistes e Lo Spazio di via dell’Ospizio a Pistoia, la libreria Fogola di Pisa.  A Empoli, le libraie di Rinascita, fanno consegne di persona, armate di guanti e mascherina, disinfettante, bancomat protetto, «bardate come palombare alle quali si vedono solo gli occhi, ma occhi che portano anche sorrisi, oltre che libri». Stanno ore al telefono a prendere ordini. «La gente non ti mollerebbe più. C’è voglia di contatto, di parlare, di trovare un po’ di serenità. Se mai ce lo fossimo dimenticato, le librerie sono anche questo: incontro».
 
Articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino del 7 aprile
 
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