“Impressum Senis”, pagine di storia al torchio

il 11/11/2008 - Redazione

E’ sufficiente stringergli la mano e guardarlo negli occhi per capire che la conversazione con Giuliano Catoni sarà piacevole e affascinante. È stato docente di archivistica all’Università di Siena, è un curioso e colto ricercatore, autore di molteplici saggi, insomma una vera e propria figura di riferimento del panorama culturale senese. Un uomo di libri, perché oltre a leggerli li ha anche scritti, capace di raccogliere e riorganizzare le fonti storiche di questa città rendendole fruibili a tutti. A sienalibri.it ha raccontato – necessariamente per sommi capi – la storia dell’editoria senese dalla nascita fino ai nostri giorni.
La produzione libraria e la bibliografia su Siena sono davvero vaste. Ma quanto è antica la produzione editoriale senese?
Il primo libro stampato a Siena è del 1484 ad opera di un prototipografo tedesco, Enrico di Colonia, che fu invitato a Siena da tre giovani docenti universitari riuscendo così a superare il blocco senese nei confronti della stampa. Qui infatti il primo libro stampato è arrivato vent’anni dopo rispetto al resto d’Italia perché gli scrivani si opposero a questa attività per paura di perdere il loro lavoro. Producevano a mano le cosiddette “pece” ovvero delle dispense universitarie che in questo modo non avrebbero più potuto realizzare. Da allora in poi iniziarono ad essere stampati i libri con la
dicitura “Impressum Senis”, ovvero stampato a Siena. Ci fu poi un editore, Luca Bonetti, che da Venezia arrivò a Siena nel 1577 con la speranza di fare grandi affari ma rimase molto deluso visto che i senesi erano restii all’arte della stampa. Bisognerà aspettare gli inizi dell’800 per vedere il primo stampatore ufficiale dell’Università di Siena ovvero Onorato Porri; prima di lui il grande editore Vincenzo Pazzini Carli aveva cercato di intraprendere questa attività in quanto fu incaricato dal Duca di Toscana di stampare proprio a Siena la grande Enciclopedia Italiana. Purtroppo l’organizzatore dell’Enciclopedia morì molto giovane e quindi il progetto non fu portato a termine. È soltanto a partire dalla metà dell’800 che si assiste ad una notevole produzione editoriale fino ad arrivare ai giorni nostri dove le pubblicazioni di Siena e su Siena sono davvero numerose. Mi proposi, quando mi diedero l’incarico di dirigere il Bullettino Senese di Storia Patria, di fare un notiziario bibliografico il più completo possibile, ma non ci sono mai riuscito.
Oggi a Siena si pubblica troppo?
È molto difficile stare dietro alla produzione libraria senese che non riguarda solo libri ma anche saggi e articoli e questo dipende dal fatto che qui ci sono molte fonti storiche facilmente accessibili e soprattutto ben ordinate. A Siena un ottimo lavoro è stato fatto nell’organizzazione degli archivi e questo facilita qualsiasi tipo di ricerca.
Quali sono i pregi e i difetti dell’editoria senese?
Sicuramente non tutti i libri hanno lo stesso valore ma questo è un aspetto che riguarda tutto il mondo dell’editoria. Anzi recentemente sono nati nuovi editori che si impegnano e fanno cose interessanti. Basta pensare alle strenne della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, all’Accademia degli Intronati oppure all’Università che pubblicano volumi dall’alto valore culturale.
Attraverso le pagine dei libri quale immagine di Siena si è costruita?
Siena ha molti aspetti originali rispetto ad altre città per questo suo attaccamento alle tradizioni. Potremmo citare, ad esempio, la grande produzione editoriale sulla Battaglia di Montaperti, sul Palio, sulle Contrade, ogni ente o istituzione anche piccola vanta una sua storia. È una città che sicuramente si documenta sul suo passato ma produce anche per il presente in modo da poter alimentare la popria bibliografia.
C’è stato un libro che ha influenzato la sua decisione a dedicarsi alla ricerca storica?
Più che un libro, un personaggio: Mario Delle Piane, il mio supplente di storia e filosofia al liceo che mi entusiasmò con le sue lezioni. Un giorno in classe chiese se qualcuno avesse letto un libro di Salvemini sulla Rivoluzione Francese, che io avevo letto, e quindi da quel momento iniziò un dialogo che continuò anche all’università dove lo ritrovai e fu proprio con lui che scrissi la mia tesi di laurea.
Ci può anticipare qualcosa sulla sua prossima pubblicazione?
E’ il libro strenna della Fondazione Monte dei Paschi di Siena dedicato alla storia dell’Accademia Chigiana e del suo fondatore Guido Chigi Saracini. Si tratta di una biografia scritta a quattro mani con Guido Burchi, esperto di storia della musica. Una figura affascinante quella di Guido Chigi Saracini. Si consideri che il suo carteggio privato consta 60mila lettere dove si trovano i nomi di tutti i musicisti, cantanti e artisti dei primi del ‘900. Noto ai più come grande mecenate è stato anche un grande appassionato di musica e uomo di grande sensibilità che lo portava a fare tanta beneficenza. Il libro sarà presentato venerdì 21 novembre all’Accademia Chigiana.

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