In un libro alla ricerca dei propri ricordi. I visitatori di sienalibri si raccontano

il 15/05/2009 - Redazione

C’è una Siena reale ed una immaginaria. Una città ed un territorio concreti, fatti da donne e uomini che ogni giorno la vivono e una città ed un territorio che concreti non sono. Appartengono alla memoria, al ricordo, al mito, delle migliaia di persone, uomini e donne che la sentono propria e la portano con sé. “Inganno o verità,/ miraggio o evidenza – insidia a lungo la mente/ una tortura di dilemma” scrive Mario Luzi a proposito della terra di Siena. Una terra e una città rese mitiche e come tale diventano reali nella memoria di chiunque anche se ci sono stati anche una sola volta. Di questo particolare “patrimonio immateriale” ne hanno parlato scrittori e poeti, ne sono piene le pagine dei libri. E, spesso, sono proprio le pagine dei libri a far riemergere ricordi, emozioni, suggestioni nelle persone comuni. In quella folta schiera che ogni anno porta dentro l’immagine, i suoni, i colori di una giornata passata nella piazza del Campo ad attendere quei secondi di silenzio che precedono l’uscita dei cavalli dall’Entrone fino a scoppiare, qualche secondo dopo, in frastuono ed a concludersi in Giubilo. Oppure che considerano ormai proprie, addirittura familiari, le immagini della corona di cipressi della val d’Orcia o lo skyline delle torri a San Gimignano. E così capita di incontrare a Torino, nello spazio di sienalibri.it alla Fiera del Libro, decine di storie che raccontano di un incontro, un soggiorno, quella volta che “vidi il Palio dalla piazza”. Stefano, 28 anni, a Siena ha studiato economia, vi è rimasto qualche anno come assistente ricercatore e poi si è trasferito a Bologna. “Mi porto la vostra città nel cuore. Siena mi ha accolto bene e, ancora oggi, appena posso ci vengo e ci porto i miei amici”. Oppure Chistrine, americana, che a Siena arrivò nel 1976 per studiare all’Università per stranieri. “Mi ricordo che allora – dice – non erano molti gli studenti stranieri in città. Adesso non ci fate nemmeno caso ma all’epoca i ragazzi senesi aspettavano i pullman a San Domenico per vederci arrivare. A me, piacerebbe pubblicare una sorta di memoriale su quegli anni, una specie di Sotto il cielo della Toscana visto da una giovane studentessa americana. Magari trovo qualche editore disposto a pubblicarmi”. E ancora, capita di incontrare mamme con bambini al seguito che chiedono tutto sul Palio e le contrade. “Sa, mio figlio quest’anno è venuto in gita ed è rimasto entusiasta. Ora vogliamo venirci con tutta la famiglia per vedere il Palio”. C’è poi la signora, torinese doc, che ha vissuto qualche mese in una casetta in Camollia e si compra tutto quanto parli di Istrice. Non mancano poi le richieste che purtroppo non possono essere esaudite, nonostante la vasta pubblicistica offerta dagli editori senesi. “A me interessa un libro sulle visite a Siena dei Papi e di importanti vescovi”, chiede una compassata signora; mentre un giovane vuole informarsi sugli itinerari in bicicletta nelle crete senesi. Mentre Riccardo, ricercatore universitario, chiede un volume sull'abazia di Monte Oliveto Maggiore. "Sto studiando - dice - la figura dell'architetto Giovanni Antinori, marchigiano, che nella metà del settecento, dopo aver lavorato tanto a Roma venne incaricato dal Papa del restauro dell'abazia. E mancano volumi che ne raccontino la genesi e spieghino perchè un marchigiano venne a lavorare nel cuore del senese". Richieste specifiche e ben definite che nascondono in nuce già l’idea per un possibile nuovo libro. In ognuno di questi incontri c’è la voglia di condividere le proprie emozioni e l’approfondita conoscenza di questo territorio, ma anche a voglia di volerne sapere ancora di più. Insomma, ognuno vuol portarsi via un morso di Siena, per non sbiadire quel ricordo e quel miraggio di una città che è ormai divenuta mito, ma che rimane concreta e ancora meta ambita e desiderata.
Michele Taddei

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