L’erbario dei Cappuccini di San Quirico. Presentazione del volume voluto dalla Fondazione Tagliolini

San Quirico D'orcia il 14/02/2020 - Redazione
Un volume molto importante sotto il profilo della scienza botanica e della storia locale. Si tratta de “L’erbario dei Cappuccini di San Quirico” (Edizioni Effigi) che verrà presentato sabato 15 febbraio alle ore 16.00 nella Sala Alessandro Magna del Comune di San Quirico d’Orcia in piazza Chigi 2. Interverranno i curatori Ilaria Bonini, Raffaele Giannetti, Elisabetta Miraldi e Ugo Sani.
 
La pubblicazione – Nel febbraio 2011 inizia l’interessamento della Fondazione Alessandro Tagliolini per la pubblicazione dell’erbario cosiddetto «dei Cappuccini di San Quirico», appartenuto alla famiglia Lemmi e donato all’Università di Siena (dipartimento Biologia Ambientale) da Paolo Simonelli nel 1987. Grazie alle informazioni fornite da Roberto Rappuoli, emerge tutta l’importanza di tale raccolta sotto il profilo della scienza botanica e della storia locale. Dell’erbario non si hanno tracce scritte né documentazione alcuna, se non una breve nota pubblicata a cura della stessa Università nel 1993: Tre secoli di erbari e collezioni botaniche a Siena. Nel 2012, con la presidenza della Fondazione affidata a Ugo Sani, si organizzano alcuni incontri all’Università di Siena, si conoscono le professoresse Ilaria Bonini ed Elisabetta Miraldi, e si incomincia a parlare della consistenza della raccolta, formata da più di trecento esemplari di exsiccata divisi in faldoni, oltre a quelli, più di cinquanta, contenuti in un volume rilegato. Il 5 novembre 2014 si stipula una convenzione tra la Fondazione Alessandro Tagliolini e l’Università di Siena per iniziare uno studio approfondito che porti alla catalogazione completa delle piante e alla pubblicazione di un libro. Tra quella data e la pubblicazione è passato del tempo, è stata completata la rilevazione fotografica, è stato fatto un faticoso lavoro di ricerca e di verifica delle fonti da cui poter trarre notizie utili per quell’opera notevole, della quale, tuttavia, non esistono notizie in nessun documento relativo al convento dei Cappuccini. La raccolta, costituita da piante officinali e non, custodita in ambiente controllato presso l’Università di Siena, è la testimonianza di un importante patrimonio culturale e scientifico risalente alla seconda metà del secolo XVIII.
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