La cultura vola oltre i confini al Salone del Libro. La Toscana che legge in fiera dal 18 al 22 maggio

Torino il 15/05/2017 - Redazione

La cinque giorni toscana all'edizione 2017 del Salone del Libro di Torino si aprirà il 18 maggio con uno spazio dedicato ai laboratori di lettura nelle scuole; e non poteva essere diversamente, perché il ruolo delle scuole e l'approccio ai libri nei primi anni è essenziale. Si parlerà anche di ebook e nuovo teatro. Il 19 maggio il presidente della Crusca Claudio Marazzini e la presidente di Unicoop Firenze Daniela Mori presenteranno la campagna a sostegno della lingua. Con gli autori Simona Baldanzi, Tito Barbini e Andrea Bocconi sarà evocato il tema del viaggio, perché i libri sono (anche) viaggi. Ci sarà spazio per le biblioteche che si spostano e sanno andare oltre le proprie mura, aperte o itineranti che siano, per i musei che sanno fare squadra ed aprirsi alle comunità dove operano (si parlerà a proposito del progetto di Pistoia capitale della cultura) e si racconteranno anche  i gruppi di lettura, perché un libro è bello anche da condividere.

Non potevano mancare gli archivi, nei cinque giorni toscani al Salone del libro, scrigni di memorie di vita. Il 19 maggio dalle 18 alle 19 la vicepresidente Barni parteciperà ad un incontro dal titolo "Lavorare insieme per la valorizzazione degli archivi e delle biblioteche". Oltre a lei ci saranno Flavia Piccoli Nardelli, presidente della commissione cultura della Camera, Micaela Procaccia (direzione generale Archivi) e Diana Toccafondi (soprintendenza Archivistica bibliografica). Sarà presentato al riguardo un accordo di collaborazione  tra il Ministero della cultura e la Regione Toscana su alcuni progetti che rappresentano esempi di buone pratiche.

Il 20 maggio si continuerà a parlare  di archivi: non solo di quelli letterari, con Marino Biondi, ma anche del ruolo svolto dagli archivi nella conservazione e valorizzazione della memoria collettiva della nostra società. Saranno narrate le storie di persone comuni, a partire da  realtà di eccellenza, come l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano,  e dalle testimonianze contenute negli archivi orali e audiovisivi che saranno analizzate dalla storica Vanessa Roghi.

Dagli archivi al vivere meglio. La letteratura può essere infatti anche terapeutica, perché raccontare una storia, la propria storia, e chiuderla in una bella scatola con incertezze, paure e timori è un come buttarla nelle acque di un fiume o appenderla al filo di un palloncino che la porti su nel cielo. Te ne distacchi e la guardi in un altro modo. Ci sarà così modo, domenica 21 maggio, per soffermarsi sulla letteratura in carcere e sui premi letterari riservati ai detenuti. La letteratura naturalmente è anche Memoria, quella con la "M" maiuscola: l'esempio arriva con un libro dedicato alla famiglia Martini e a Marcello Martini, staffetta partigiana di Prato sopravvissuto al campo di Mauthausen. A proposito di confini e di una memoria che oggi deve fare i conti con una società multiculturale, il racconto dei crimini del nazifascismo sarà subito dopo al centro di un talk show particolarissimo, con letture in cinese e in italiano.

Il cerchio si chiuderà come si è aperto, con le scuole: lunedì 22 maggio racconteranno la loro esperienza prima la biblioteca degli Intronati di Siena, poi il liceo di scienze umane di Montepulciano. Si parlerà anche dei profughi che sbarcano in Italia e sono stati accolti anche in Toscana: dare un volto e raccontare la storia che si cela dietro ad ogni numero è il progetto per le scuole secondarie superiori promosso da Unicoop.

Naturalmente saranno raccontati libri: una quarantina almeno, con una carrellata di 38 presentazioni di mezzora ogni giorno e 35 incontri con scrittori, architetti, storici dell'arte, giornalisti e docenti. Sono previsti anche cinque laboratori di lettura e quattro eventi dedicati alla musica. Nei 200 metri  di stand della Regione Toscana si potranno trovare in esposizione e vendita più di duemila volumi per circa quattrocento titoli. Cinquantasei saranno gli editori toscani presenti con Toscanalibri allo stand, che è già un segno di grande vivacità. Altri saranno a Torino in autonomia.  

Si discuterà della riviste di cultura. Si ricorderà Carlo Cassola, nei cento anni dalla nascita, e si parlerà di Don Milani, a cinquant'anni dalla morte. L'evento che chiuderà la cinque giorni toscana al Salone del Libro, il 22 maggio, sarà proprio dedicato al parroco di Barbiana con la presentazione del libro "Ho disegnato lettera ad una professoressa". C'è un aneddoto su Don Milani che aiuta a capire il valore delle parole, del inguaggio semplice che non è quello semplificato e come si fa integrazione, tutti temi al centro di un salone del libro quest'anno dedicato ai muri (da abbattere) e ai confini. Ebbene, la storia è presto raccontata. Arrivato a Barbiana don Milani voleva insegnare l'italiano ai suoi giovani parrocchiani. Si trovò però a scontrarsi con una barriera: gli abitanti del paese parlavano solo 'barbianese'. Si costruì allora un vocabolarietto e imparò prima lui il 'barbianese' per poi insegnare a tutti l'italiano. Un modo per abbattere un muro, mettendosi nei panni degli altri e riconoscendolo come persone, dando valore alle "sue" parole. 


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