La faccia nascosta della luce. Il racconto dei luoghi più oscuri dell'animo umano secondo Daniele Bossari

Firenze il 11/12/2019 - Redazione
Appuntamento per mercoledì 11 dicembre (ore 18) alla libreria Ibs Libraccio di Firenze con Daniele Bossari e il suo libro “La faccia nascosta della luce” (Mondadori). Insieme all’autore sarà presente Fulvio Paloscia.
 
Il libro - «Questa è la mia storia. Ho deciso di raccontarla per dimostrare a me stesso e a chi mi ama che di vulnerabilità non si muore. Anche se fa male». Daniele Bossari ha scritto un libro coraggioso, senza sconti, che esplora i luoghi più oscuri dell’animo. Ma è anche un libro d’amore, per la donna che gli è stata accanto, la figlia e tutte le altre stelle che possono guidarci fuori dal buio. È un paradosso, Daniele. In lui convivono il blues e il rock ’n’ roll, il bianco e il nero, il buio e la luce. Grazie alla sua energia esplosiva e alla sua voce suadente ha realizzato da giovanissimo il sogno di lavorare come speaker in radio. Da quel momento è stato un crescendo: dopo la radio è arrivata la televisione, e con essa l’impressione nitida che la sua vita avrebbe potuto risplendere sempre, se solo avesse continuato a essere se stesso. Fino al momento in cui si è interrotta, la sua ascesa sembrava inarrestabile. Di fronte alle prime critiche, alle prime prese in giro, ai primi rifiuti, Daniele, improvvisamente indifeso, si è trovato a fare i conti con la faccia nascosta della sua luce: l’insicurezza, la fragilità di chi si sente nudo di fronte al mondo eppure a quel mondo vorrebbe andare incontro, il terrore di non essere all’altezza del palcoscenico che si era guadagnato, il timore di non riuscire a incanalare le proprie energie in modo positivo, ma solo per diventare la versione peggiore di sé – un uomo che vive nel totale isolamento, bottiglia di whisky alla mano, preda di quella che comunemente si chiama depressione. Non credevo di riuscire a tornare alla vita. Poi mi sono schiantato sul fondo del mio personalissimo abisso e sono andato in pezzi. Solo allora mi sono accorto che alcuni di quei pezzi erano schegge di luce: l’amore per mia figlia, l’unione profonda con mia moglie, la sacralità della mia famiglia; gli alberi che frascheggiano al vento, la sensazione del sole sulla pelle, i fiori nel nostro giardino.»
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