Mussolini e le città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità. L'urbanistica fascista secondo Danilo Breschi

Siena il 12/02/2019 - Redazione
Sarà lo storico Gerardo Nicolosi a presentare al pubblico della Biblioteca Comunale degli Intronati, il volume di Danilo Breschi "Mussolini e le città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità“ (ed. Luni, 2018), un saggio che tratta di un argomento particolarmente originale: le vicissitudini dell’urbanistica e dell’architettura nel nostro Paese, nel periodo tra le due guerre. L’appuntamento, a ingresso libero, è previsto per il prossimo 14 febbraio alle ore 17.30, e sarà coordinato Raffaele Ascheri, presidente del CdA dell'Istituzione.
 
L’evento - Partendo da un esame delle classi sociali dell’epoca, e di come si orientò la politica del regime nei loro confronti, Breschi sottolinea la marcata dicotomia nell’ideologia di Mussolini: da un lato una sensibilità verso i problemi della società di allora, quali quelli del mondo operaio e dello sviluppo industriale, che portavano necessariamente allo sviluppo delle città, dall’altro un’anacronistica simpatia verso l’ambiente rurale, da conservare lontano dalle contaminazioni e dalla corruzione. Da ciò la presenza di soluzioni non univoche per i problemi urbanistici, che hanno cercato di conciliare un’idealizzata vita dei campi con l’inarrestabile sviluppo della città. Un controverso rapporto fra il fascismo e la modernizzazione, letto attraverso il fenomeno dell’urbanesimo in Italia tra le due guerre mondiali, un processo di trasformazione che coinvolge e travolge costume, economia, cultura politica, antropologia e che segna, di fatto, il passaggio, spesso ancora contraddittorio e incerto, dalle comunità agricole tradizionali alla moderna società industriale.
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