Parliamone in Villa. Il 4 luglio Andrea Biavardi presenta “Sangue del tuo sangue”

Forte Dei Marmi il 01/07/2020 - Redazione
Secondo appuntamento con Parliamone in Villa, la rassegna di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, che sabato 4 luglio, in un evento eccezionalmente anticipato alle ore 18.00 nel Giardino dei lecci, presenta Andrea Biavardi con il noir “Sangue del tuo sangue” (Cairo Editore). Insieme a lui sul palco la professoressa Marilisa D’Amico, prorettore dell’Università Statale di Milano e ordinario di Diritto Costituzionale nello stesso ateneo milanese.  Dopo il grande successo dell’appuntamento di apertura sulle donne di Giacomo Puccini e sugli scandali, che hanno caratterizzato la vita del Maestro, Andrea Biavardi, direttore delle riviste For Men Magazine, il settimanale Giallo e Airone e opinionista di Rai e Mediaset, che a fine anni Novanta ha diretto anche il giornale La Nazione, racconta il noir “Sangue del tuo sangue”, un’opera che tratta di femminicidio ed è ispirata ad episodi realmente accaduti. Un messaggio forte contro la violenza sulle donne, sul quale la professoressa D’Amico ha svolto ricerche a livello giuridico in un impegno profondo per la tutela dei diritti delle donne. A condurre l’incontro il giornalista de La Nazione Enrico Salvadori e il giornalista di Qn Riccardo Jannello. L’ingresso è libero ma con prenotazione al numero 0584 78.72.51. Radio partner Radio Bruno Toscana.

Il volume
- Il libro parla di una ragazza, che viene trovata assassinata nei giardini pubblici Indro Montanelli a Porta Venezia, nel cuore di Milano. La vittima è figlia di un noto e stimatissimo ginecologo e di una implacabile regina della finanza: il movente va cercato dunque tra i nemici della famiglia altoborghese? Le indagini partono subito dall'analisi del Dna trovato sul corpo della vittima, dai filmati delle telecamere, dalle celle telefoniche dei sospettati: ma c'è da fidarsi del metodo investigativo-scientifico? Il Dna può mentire. Ma quando l'assassino sembra assicurato alla giustizia ecco che la verità cambia forma. Perché la verità spesso sta in un particolare che solo occhi attenti possono cogliere: gli occhi di chi le indagini è abituato a condurle sul campo.
 
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