Pastore d’aromi. In un libro la storia di terra, odori e sudori di Pierre Cusseau

Firenze il 03/09/2019 - di Serena Bedini
Leggere il volume di Pierre Cusseau, “Pastore d’aromi. Storia di terra, odori e sudori” (Montaonda, 2019), è come vivere un’avventura appassionante, quella stessa che ha caratterizzato la sua vita. Scritto in prima persona, con uno stile elegante e scorrevole, Pierre parla dei suoi esordi come laureato in Giurisprudenza e descrive la linea del destino che lo ha portato a divenire “pastore d’aromi”, come ama definirsi oggi. Di scritti autobiografici, nel panorama editoriale odierno, ce ne sono fin troppi e spesso così autocelebrativi da diventare quasi imbarazzanti, ma sarebbe riduttivo assimilare il volume di Pierre Cusseau a un’autobiografia, visto che la centralità della narrazione si sposta ben presto sull’amore per la coltivazione delle piante aromatiche e il libro diviene poco a poco la celebrazione della Natura, di uno stile di vita sano, dell’amore per la terra e della gratitudine per i frutti che essa ci offre. In questo bel volume, che ospita anche foto veramente suggestive, si trovano così ricordi, consigli di coltivazione, suggerimenti su come raccogliere ed essiccare le proprie erbe aromatiche, ricette. Tuttavia in un testo come questo c’è ancora di più: c’è l’arte, la letteratura, la cultura sotto ogni sua forma; ad esempio, parlando della lavanda, il cui colore delicato torna anche sulla copertina del libro, Pierre Cusseau spiega: «[…] il mondo delle lavande è davvero vastissimo. Credo che il modo più piacevole per imparare a conoscerlo sia andare a fare una visita al giardino botanico della Ferme aux lavandes (www.la-ferme-aux-lavandes.com), a Sault, in Provenza, sulla strada del Mont Ventoux (il monte Ventoso cantato già dal Petrarca!), dove sono riunite la maggior parte delle specie botaniche e delle varietà coltivate» (p.75). E ancora si ritrovano proverbi sulle piante aromatiche, detti antichi, aneddoti storici: «Un antico proverbio veneto dice: “quando mor la salvia che xe in orto, more el paron o l’è za morto”. Anche la salvia faceva parte delle piante elencate nel Capitolare di Villis, e durante il regno di Carlo Magno cresceva negli orti dei monasteri. Secondo una credenza popolare dell’Inghilterra medievale quest’erba aromatica permetteva a una fanciulla da marito di vedere il suo futuro sposo.» (p.97). Un libro vario, divertente, ricco di informazioni e colto, quindi.
 
La presentazione - Pierre Cusseau presenterà il suo volume domenica 8 settembre alle 17, alla Fierucola del Pane in Piazza Santissima Annunziata a Firenze. Per chi non fosse disponibile a quell’ora il libro sarà disponibile sin dall'apertura del mercato al banco di Pierre Cusseau, il Pastore d’aromi, e lui sarà lì, pronto a darvi qualche consiglio, farvi annusare i suoi mix di erbe aromatiche e raccontarvi storie di re, cavalieri e dame che amavano i profumi della terra.
 
L’intervista
Pierre, perché hai deciso di scrivere questo volume?
Ho deciso di scriverlo per spiegare quale fosse il mio approccio alle piante, in particolare quelle aromatiche, e il piacere che poteva nascere non solo dalla coltivazione, ma anche dalla creazione di nuove strade per raggiungere piaceri gustativi con prodotti realizzabili da chiunque ne abbia voglia.
 
Qual è il tuo lettore ideale?
Il mio lettore o, per meglio dire, il pubblico a cui mi rivolgo dovrebbe essere quello al quale piace godersi le cose semplici della vita.
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Serena Bedini

Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura... Vai alla scheda autore >

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