“Porto l’arte nei luoghi dedicati allo studio”. Parla Lucilla Saccà dell'Università di Firenze

Firenze il 26/05/2017 - di Serena Bedini
Sono passati poco più di due anni da quando il Corridoio Brunelleschi e il Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze hanno acquistato una nuova vitalità e hanno ospitato i lavori di Jorge Eielson, Enzo Minarelli, Gianni Ruffi, Vittorio Tolu e di molti altri più giovani artisti. Da allora si sono susseguite collettive, presentazioni di libri, concerti, conferenze e letture di vario genere, animando questo bellissimo spazio e il chiostro adiacente. La serie di eventi ha un nome, “Chiostro in Azione”, ed è stata ideata da Floriana Tagliabue, direttrice della Biblioteca Umanistica. A curarla invece è Lucilla Saccà, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Ateneo Fiorentino.
 
Professoressa, che cos’è “Chiostro in Azione”?
“È una serie di iniziative che coinvolge artisti affermati e giovani artisti, italiani e stranieri senza distinzione, e che vuole riportare l’arte in luoghi per eccellenza deputati allo studio, utilizzando gli spazi messi a disposizione della Biblioteca Umanistica. Si tratta di eventi che si svolgono in parallelo alle mostre organizzate dalla Biblioteca Umanistica come I Tesori dell’Umanistica, esposizione satellite della mostra Tesori inesplorati, attualmente in corso alla Laurenziana”.
 
Quali sono gli eventi principali organizzati in questo primo periodo?
“Sono stati molti e tutti riusciti grazie all’aiuto e alla collaborazione del personale della Biblioteca, dei singoli artisti e di alcuni amici, come Sergio Tossi e Spela Zidar. Tra di essi mi piace ricordare le collettive Italia/Brasile: culture in contatto, Memorie Volatili, Trasmigrazioni, Esploratori, Quotidiana, in collaborazione con il Centro Studi Jorge Eielsonche, durante il periodo di esposizione, ha visto il succedersi di numerosi eventi tra cui un percorso tattile per ciechi con l’iniziativa Toccami!; la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze con la mostra Volk del progetto StArt Point, che coinvolge gli allievi dell’Accademia e porta giovane arte in tutta la città e che ha trovato nei nostri spazi nuove possibilità espositive; la mostra Luciano Ori. Cronaca di un’alluvione, organizzata con opere e documenti concessi dalla galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze e realizzata con il supporto della Regione Toscana in occasione del cinquantennale della tragica alluvione del 4 novembre del 1966, durante la quale è stato proiettato il video di living picture, Water! del giovanissimo collettivo Michele Foti & Li Yang”.
 
Fino al 21 giugno è in esposizione la collettiva “Continuità del vuoto”. Di cosa si tratta?
“È stata inaugurata lo scorso 4 maggio e durante il vernissage è stato eseguito dall’Ensemble Tuscia Felix un concerto vocale su composizione di Pietro Calabretta. La mostra ripercorre il molteplice rapporto tra natura, ambiente e arte contemporanea ed è organizzata in collaborazione con il Centro Studi Jorge Eielson, la Collezione Gori di Villa Celle e Mariella Sgaravatti. Gli artisti partecipanti sono Pietro Calabretta, Martina Della Valle, Jorge Eielson, Paolo Fiorentino, Cornelius Gavril, Richard Long, Marco Pace, Gianni Pettena, Sandro Poli, Antonio Turrisi”.
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Serena Bedini

Nata a Firenze nel 1978, si è laureata all'Università degli Studi di Firenze in Filologia Moderna. Dal 2003 si occupa di formazione e attualmente è docente di Scrittura creativa e di Italiano presso la LABA di Firenze. Da sempre appassionata di letteratura e arte, ha collaborato e collabora con vari artisti ed è stata caporedattrice di i.OVO, rivista di arte e cultura... Vai alla scheda autore >

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