Premio letterario Sergio Maldini, II^ edizione. C’è tempo fino al 31 gennaio per partecipare

Udine il 23/12/2019 - Redazione
Lo scrittore e giornalista Sergio Maldini (Firenze 1923 –Udine 1998) sarà ricordato nel 2020 con la seconda edizione del premio biennale destinato alla narrativa di viaggio. L'iniziativa è proposta dall'Associazione dei toscani in Friuli Venezia Giulia, con l'approvazione della famiglia Maldini. Il concorso è riservato a opere di narrativa di viaggio scritte in italiano (non tradotte) ed edite nel biennio 2018-2019. Termine per la presentazione è il 31 gennaio 2020 (ogni notizia al riguardo è disponibile sul sito dell'Associazione dei Toscani in Fvg). In palio ci sono un primo premio di 1000 Euro, un secondo e un terzo rispettivamente di 500 Euro ciascuno. La giuria, presieduta da Franca Diamilla Magnelli Maldini, è formata da esponenti del mondo del giornalismo e della cultura, che designeranno i tre finalisti entro il 31 maggio 2020 mentre la cerimonia di premiazione è prevista per sabato 20 giugno 2020 a casa Maldini, a Santa Marizza di Varmo, il borgo friulano entrato nella storia della letteratura grazie a Sergio Maldini e al suo romanzo più famoso, “La casa a Nord Est”, con il quale vinse il Campiello nel 1992.
 
Il concorso - Il premio dedicato a Maldini, fin dalla prima edizione organizzata nel 2018, vuole ricordare in maniera vitale e sincera il suo apporto dato al giornalismo e alla letteratura grazie a un'attività che cominciò da giovanissimo, alla fine della seconda guerra mondiale. Nelle sue opere svelò il proprio amore insistito, costante e nostalgico verso il Friuli, terra che conobbe da ragazzo, quando vi si trasferì con la famiglia, e nella quale all'inizio degli anni Ottanta tornò dopo essere vissuto a Bologna e a Roma. Tra i primi a scoprire in lui il talento di scrittore ci fu Pier Paolo Pasolini, con il quale stabilì un rapporto di reciproco riconoscimento letterario. Nel 1961 Maldini venne premiato per un reportage sugli Stati Uniti e nel 1968 ottenne il premio Saint Vincent per un'inchiesta sull'Unione Sovietica. Collaborò con il settimanale “Il Mondo” e, dopo gli inizi professionali vissuti nel quotidiano “Messaggero Veneto” di Udine, fu redattore e inviato speciale per “Il Resto del Carlino” di Bologna, il cui direttore Giovanni Spadolini a un certo punto lo destinò a Roma affinché potesse seguire più da vicino le vicende politiche nazionali e internazionali. Il libro che racconta in maniera approfondita questi aspetti della carriera di Maldini è “Il giornalista riluttante”, pubblicato dal Mulino, mentre la sua attività di scrittore si esplicò attraverso romanzi amati dalla critica e dal pubblico, come “La casa a Nord Est”, “La stazione di Varmo”, “Bologna brucia” e “I sognatori”, libro quest'ultimo con il quale vinse il premio Hemingway già nel 1953. Tra le esperienze viaggio e gli scoop di Maldini inviato, da rammentare una clamorosa intervista fatta nel 1968 a Jim Garrison, procuratore distrettuale che indagava sull'assassinio di John Kennedy, che svelò al giornalista italiano una verità ben diversa da quella ufficiale. Spiegando il proprio modo di concepire il lavoro giornalistico, Maldini spiegò: “Le notizie non bastano, perché bisogna qualificarle. La 'riluttanza' è lo scandalo per le notizie che, aspirando allo stupore del popolo, non ci dicono in verità nulla di nuovo”.
 

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