Radicati nella trinità. Pubblicato l’epistolario La Pira - Mazzei

Firenze il 19/04/2019 - Redazione
“Ricorda quando si parlava, del francescanesimo? Ebbene, bisogna riprendere quell’esperienza fresca, semplice, costruttiva: ecco la vita cristiana ridotta nei suoi termini essenziali: Dio solo amato, ed in Dio tutti gli altri, Dio solo adorato…”. Così scrive Giorgio La Pira (1904-1977) all’amica e collaboratrice Fioretta Mazzei (1923-1998) in una lettera del 12 dicembre 1943, una delle prime del ricchissimo scambio epistolare intercorso tra i due. L’intera corrispondenza, oltre 600 missive scritte tra il 1943 e il 1957, è oggi pubblicata col titolo “Radicati nella trinità” (Polistampa) grazie alla Fondazione La Pira e all’Associazione Internazionale Fioretta Mazzei. Il volume a stampa racchiude una ampia selezione di lettere accompagnata da un saggio introduttivo di padre Eugenio Barelli e una postfazione di monsignor Piero Coda, mentre nel disco allegato è riprodotto l’epistolario completo.

L’epistolario - Dai primi di settembre del 1943 fino al 5 dicembre successivo, Giorgio La Pira, ricercato dalla polizia fascista, ripara a Fonterutoli, minuscolo borgo del Chianti, ospite della famiglia Mazzei. In quei tre mesi lui e Fioretta stabiliscono un forte sodalizio amicale e spirituale che sfocia in una corrispondenza iniziata nel dicembre del 1943 quando La Pira, non più sicuro a Fonterutoli, si sposta a Roma. Lì egli sente l’urgenza di aprire il cuore alla sua giovane interlocutrice, proseguendo sulla carta quel serrato dialogo stabilito nei mesi precedenti. Il carteggio, incentrato sui temi della spiritualità cristiana, con echi della frenetica attività romana di Giorgio La Pira nell’apostolato, nella Costituente, nella ricostruzione dell’associazionismo cattolico e nella politica, si prolungherà fino al 1957. Successivamente, col “sindaco santo” sempre più impegnato sul fronte della pace e della cooperazione internazionale, Fioretta diverrà la sua più stretta collaboratrice, affiancando sempre l’impegno politico-amministrativo per Firenze all’intensa attività di sostegno ai poveri e bisognosi, e diventando ben presto una delle figure di rilievo della storia istituzionale e religiosa della città.
 
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